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CATECHESI PER I GENITORI - 29 ottobre 2010 – Secondo incontro
“Abbiamo battezzato nostro figlio.
Era proprio il caso? la Cresima serve ancora?”
appunti a cura di don Walter
Preghiera del viandante (Comunità di Bose)
Signore, all'alba della nostra vita noi sapevamo di appartenere soltanto a te volevamo camminare con passo deciso verso di te.
Non sapevamo che la stella illumina differenti sentieri non sapevamo che risplende anche in acque stagnanti non pensavamo che brillasse sui buoni e sui cattivi.
Non conoscevamo le vie tortuose e impervie i vicoli ciechi e i lacci nascosti per farci cadere le strade impraticabili e i torridi deserti.
Non sapevamo di essere solo dei viandanti dei pellegrini a un tempo itineranti ed erranti dei nomadi in cerca di terre del cielo.
Signore, concedici di partire e trovare sorgenti di non lasciarci attirare dall'acqua stagnante di non perdere il gusto dell'acqua di fonte.
Resta sempre accanto a noi nel nostro cammino per sostenerci nella ricerca del tuo volto di luce per guidarci di notte con il fuoco e di giorno con la brezza.
Quelli che si sono smarriti ritornino a te quelli che non ti hanno conosciuto possano incontrarti quelli che sono morti si ritrovino in te.
Proseguiamo nel programma, aggiustando il tiro
Anzitutto vorrei tener conto delle vostre indicazioni. Volevo impostare questi incontri anzitutto come rivolti anzitutto ai genitori non in termini informativi ma più formativa. Rivolgendomi direttamente a voi. In rapporto al vostro cammino di fede, personale e/o di coppia. Convinto che partendo da questo orizzonte era poi possibile valutare una significativa ricaduta pedagogica e cristiana anche sui vostri figli.
Mi sono state fatte due osservazioni:
- cercare di informarvi su cosa concretamente viene detto ai vostri figli in occasione degli incontri settimanali di catechesi
- Inoltre: mantenere il livello della mia comunicazione non troppo alto dal punto di vista dei temi e del mio stesso linguaggio.
Come attenermi a queste indicazioni? Individuando una sorta di comunicazione intermedia, che si collochi tra l’informativo e il formativo. Vorrei prendere atto con voi di alcuni passaggi, di alcune convinzioni che stanno effettivamente circolando nella Chiesa a riguardo degli argomenti che di volta in volta prenderemo in considerazione.
Ad esempio, volendo questa sera affrontare il Battesimo, che è il sacramento che introduce alla vita di fede, facendo anche un richiamo provocatorio alla Cresima (sacramento della confermazione del Battesimo) - il titolo: “Abbiamo battezzato nostro figlio. Era proprio il caso? E poi la cresima a cosa serve?” - Come potrei muovermi?
Al posto di mettermi a dare delle definizioni astratte di cosa è il Battesimo e della sua importanza, proprio tenendo conto delle vostre indicazioni, cercherò di informarvi di quali sono a tutt’oggi le preoccupazioni della Chiesa a riguardo di questo sacramento, deducendo poi alcune indicazioni importanti circa l’amministrazione del Battesimo ai bambini e gli accenni che vengono fatti nei catechismi dei vostri figli sul tema del Battesimo.
La questione del Battesimo oggi e la ricaduta sulla catechesi
Va detto anzitutto che a riguardo del Sacramento del Battesimo anche la Chiesa si aggiorna.
Veniamo tutti da una tradizione cristiana secondo la quale il Battesimo veniva amministrato a pochi giorni dalla nascita di un bambino. Oggi invece stanno aumentando i casi di ragazzi e di adulti che chiedono il Battesimo. Si assiste in Italia, come in altri paesi dell'Occidente, alla conversione di adulti che si avvicinano alla Chiesa e chiedono il Battesimo.
Si tratta, in genere, di persone che non sono state battezzate nella prima infanzia pur provenendo da famiglie tradizionalmente cristiane. I genitori, non credenti o in situazioni coniugali irregolari o in atteggiamento di contestazione nei confronti della Chiesa e delle sue istituzioni, ritenevano loro dovere lasciare ai figli, giunti in età giovanile o adulta, la scelta di farsi cristiani.
Rilevante è poi, e in certi ambienti maggioritario, il caso di molti giovani o adulti stranieri, europei ed extraeuropei, che chiedono il Battesimo. Si tratta in particolare di immigrati che giungono in Italia a causa delle gravi situazioni economiche o sociali che caratterizzano oggi la vita di tanti paesi del sud o dell'est del mondo.
Questa nuova situazione cosa ha comportato di fatto? L’esigenza di una nuova coscienza da parte della Chiesa che si è attivata in questi ultimi decenni nel formulare e applicare il cosiddetto Rito del Battesimo per gli adulti ('Rito dell'iniziazione cristiana degli adulti', RICA), che, ha inteso esprimere tre finalità:
- reintroduce per gli adulti che chiedono il Battesimo, uno specifico itinerario di fede e di appartenenza ecclesiale che appunto viene detto catecumenale;
- che l'iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, non battezzati da piccoli, venga presentata come un autentico catecumenato (cioè una vera e propria introduzione alla fede), sia pure adattato alla loro età e qualche caso l’abbiamo avuto anche nella nostra parrocchia;
- oltre all’esigenza di un vero e proprio completamento del cammino della cosiddetta ‘Iniziazione cristiana’ per gli adulti che, pur essendo stati battezzati da piccoli, chiedono tuttavia da adulti di essere preparati alla Confermazione (Cresima) e all'Eucaristia. Sacramenti che non hanno più avuto modo di ricevere da ragazzi.
Questa del resto è la situazione di molti altri adulti, che pur avendo fatto la prima Comunione e ricevuto la Cresima poi si sono di fatto allontanati da una pratica ordinaria della vita cristiana.
Proprio questa situazione - l’esigenza cioè della consegna o anche della riconsegna in modo più consapevole del Battesimo, ad un numero sempre più grande di adulti - ci aiuta a comprendere la questione della ricaduta di questa impostazione ‘adulta’ del sacramento del Battesimo sulla proposta di catechesi che viene fatta ai bambini nell’ambito di una catechesi propriamente parrocchiale. Nel senso che anche la loro catechesi viene ad essere impostata nei contenuti come un vero e proprio cammino catecumenale (cioè di introduzione, di preparazione al senso del Batetsimo), pur essendo fanciulli e ragazzi che, battezzati in tenera età, devono completare il cammino dell'iniziazione cristiana con la celebrazione della Confermazione e della Eucaristia.
Inoltre questa impostazione formativa e catecumenale è stata pensata anche in rapporto ai cammini catechetici proposti a quei giovani-adulti che, pure loro battezzati da bambini, tuttavia non hanno poi mantenuto desta una formazione cristiana. Giovani che di fatto vivono nella non credenza o semplicemente ai margini della fede.
In questo senso si sta molto insistendo nella formulazione di cammini propriamente postbattesimali, ma con valenza e valore propriamente catecumenale, cioè di riappropriazione e di più esplicita comprensione del Battesimo già ricevuto.
Volendo poi essere attenti e completi a come si pone in modo problematico la questione del Battesimo oggi da un punto di vista propriamente culturale, di una cultura occidentale lai cista, andrebbe anche considerato il cosiddetto ‘sbattezzo’ che, stando all’unione agnostici e atei italiani va propriamente inteso come “la rivendicazione di un diritto, quello di non essere costretti a far parte di un'organizzazione senza il proprio consenso. Nel caso specifico, è l'abbandono formale di una religione che prevede il battesimo come processo di adesione”.
In Italia sono già alcune migliaia di persone che hanno richiesto tale cancellazione del loro nome dai registri parrocchiali dei battesimi. Ad essi la chiesa risponde concretamente che non è possibile togliersi da un registro di Battesimo nel quale si è registrati in ragione di un fatto avvenuto e teologicamente indelebile, anche se resta la possibilità di segnalare nel registro dei battesimi una richiesta in tal senso.
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