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| CATECHESI PER I GENITORI – 12 novembre 2010 – Terzo incontro |
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| Scritto da Cristina Patuzzi | |
| Sabato 05 Febbraio 2011 17:14 | |
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CATECHESI PER I GENITORI – 12 novembre 2010 – Terzo incontro
“A Messa coi figli? Non ho mai tempo, del resto credo in Dio a modo mio!”
appunti a cura di don Walter
Preghiera dei genitori
O Dio, che nella Tua infinita bontà, ci inviti a condurre nel Sacramento della Penitenza e dell' Eucaristia, aiutaci in questa grande e sublime missione perchè vuol essere il fondamento e lo scopo della loro vita. Rendici capaci di percorrere con entusiasmo il loro cammino verso di Te, per amarti di più e farti amare dai nostri figli. La nostra strada sia luce sulla loro strada, la nostra mano sia guida alla loro inesperienza. La nostra condotta sia esempio per la loro vita. Benedici le nostre preoccupazioni, le ansie del nostro cuore, vivi sempre con noi nella nostra casa. Noi ti preghiamo, per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
In Italia grosso modo la frequenza alla Messa domenicale si aggira ancora su una media del 15-20 persone su 100. In altri paesi europei, eccetto Irlanda e Polonia, molto di meno. Molti cattolici disertano l’eucaristia celebrata nella loro comunità parrocchiale. Dicono “di annoiarsi a Messa”, “di non comprendere quello che vi accade”. Cerchiamo di capire qualcosa
Il primo giorno della settimana venne Gesù … - I Vangeli dicono che, dopo la sua morte sulla croce, Gesù risorto apparve ai suoi amici, il “primo giorno della settimana” (ossia la domenica, il giorno che seguiva il sabbat, il settimo giorno della settimana ebraica): “Il primo giorno della settimana, Gesù venne nel luogo dove essi si trovavano”. Noi crediamo che questa presenza di Gesù in mezzo ai suoi amici si continua di epoca in epoca. Ogni domenica, quando i cristiani si riuniscono nel suo nome, Gesù viene “in mezzo ad essi”. Gli Atti degli Apostoli riportano che i membri ... delle prime comunità cristiane avevano l’abitudine di riunirsi la domenica, il “primo giorno della settimana” (Atti 20,7). Per incontrare Gesù vivente, risorto. Fin dai tempi più antichi, i cristiani si ritrovano ogni domenica a Messa. Se non possono farlo, a causa di malattia o di infermità, essi la guardano in televisione, la ascoltano alla radio. Insieme, da ogni parte del mondo, essi celebrano la gioia della risurrezione di Cristo.
«L'Eucaristia domenicale, raccogliendo settimanalmente i cristiani come famiglia di Dio intorno alla mensa della Parola e del Pane di vita, è anche l'antidoto più naturale alla dispersione. Essa è il luogo privilegiato dove la comunione è costantemente annunciata e coltivata. Proprio attraverso la partecipazione eucaristica, il giorno del Signore diventa anche il giorno della Chiesa, che può svolgere così in modo efficace il suo ruolo di sacramento di unità» (Novo Millennio Ineunte, 36; cf. anche 43-45).
1. NOTE DI PARTENZA
Nella nostra parrocchia è sempre maggiore, grazie a Dio, la presenza di famiglie giovani e quindi di bambini piccoli, se non altro perché si sta cercando di dare spazio anche a loro. E’ chiaro che già a questo riguardo dovremmo fare qualche distinzione: altro sono i bambini in età prescolare che partecipano alla Messa domenicale; altro sono i bambini e i ragazzi degli anni della Catechesi (per noi dalla III alla II media); e altro è considerare la partecipazione alla messa domenicale dei preadolescenti, degli adolescenti o dei giovani. Noi cercheremo di fissare la nostra attenzione soprattutto sulle prime due categorie (i bambini in età prescolare e i ragazzi degli anni della catechesi), anche se sarebbe interessante fare qualche riflessione sulla partecipazione alla messa degli adolescenti e dei giovani, per accorgerci che spesso certe nostre fatiche a partecipare alla Messa domenicale, come genitori potrebbero radicarsi proprio a partire dalla nostra adolescenza.
Teniamo anche conto di un’altra considerazione: la nostra liturgia eucaristica, l’organizzazione delle nostre Messe, non è in genere ‘a misura di bambino’: i silenzi, le pause, l’ascolto prolungato non si addicono ai bambini in età prescolare, e forse neppure a quelli del catechismo precomunione; Ci sarebbe poi da capire come introdurre bene a questi momenti anche i bambini dei corsi di catechesi. La questione è che qui entriamo già nel dinamismo proprio, direi nel ‘mistero’ – cioè nel mondo decisamente più ampio del nostro insieme di pensieri e di considerazioni anche pedagogiche e comunicative – che la celebrazione della Messa in quanto tale comporta.
Ma allora perché si va a Messa? perché la S. Messa è di per sé memoriale del sacrificio di Cristo che si offre al suo popolo come Parola spezzata (liturgia della parola) e come pane spezzato (liturgia eucaristica); i nostri sensi e la nostra intelligenza sono certamente coinvolti, ma la S. Messa riveste un aspetto misterico e comunitario che va ben oltre quello individualistico. Si va alla messa perché siamo popolo di Dio; non andiamo per vivere un momento di intimità e di soddisfazione spirituale individuale, andiamo ad accogliere una grazia che si ripete incessantemente verso tutti i fedeli, verso tutti i “battezzati”. La liturgia non è solo preghiera di un popolo verso Dio, ma soprattutto un momento di GRAZIA che da Dio riverbera verso il suo popolo in una dimensione misterica di comunione che forse sfugge alla comprensione sensoriale o intellettiva;
Inoltre: il momento di maggior concentrazione per il popolo che partecipa è l’ascolto della parola e dell’omelia, un momento assai importante per gli adulti ma difficile per i più piccoli. In questo modo finiamo per lasciarci tutti prendere dalla tentazione di ripetere nei confronti dei bambini quanto ricevuto a nostra volta da piccoli: “a me dicevano di venire e stare zitto, quindi adesso i bimbi devono stare zitti, e se non lo fanno se ne escano (genitori compresi)”; inoltre ogni bimbo è diverso dall’altro; non sempre è “colpa” dei genitori se non riesce a stare tranquillo; e poi talvolta le famiglie giovani spesso si dividono per venire alla messa (ma non è un momento di comunione!?), oppure si distaccano dalla chiesa durante i primi anni di vita dei bimbi per le difficoltà materiali di non poter partecipare insieme, puntuali e sereni alla Messa;
Insomma: anche per le famiglie più “convinte” la partecipazione alla messa è difficoltosa; convincere i figli, rimanere in uno stato di tensione continuo durante il rito per il comportamento dei bimbi, sopportare talvolta occhiatacce e mormorii degli adulti meno accondiscendenti, sentirsi dire di dover uscire di chiesa per non disturbare (mai nessuno che proponga ad una mamma di guardare il bimbo pur di permetterle di rimanere in chiesa, ma come si dice a Siena “chi l’ha fatti se li trastulli”). Certo la conclusione è che i bambini non vengono volentieri alla messa se devono sempre sentirsi dire di non disturbare i grandi; quale memoria creiamo in loro, quale “senso” comunichiamo loro? E poi perché bisogna andarci? Siamo sicuri di saper trasmettere a loro realtà forse difficili anche per noi?
2. COSA DICE LA PAROLA DI DIO COSA SUGGERISCE IL MAGISTERO DELLA CHIESA A QUESTO RIGUARDO?
Il giorno del Signore - Da sempre la chiesa vive e celebra la Domenica come giorno santo: “il giorno del Signore” – come fu definita la domenica fin dai tempi apostolici – ha avuto sempre, nella stria della chiesa, una considerazione privilegiata per la sua stretta connessione col nucleo stesso del mistero cristiano. La domenica infatti richiama, nella scansione settimanale del tempo, il giorno della risurrezione di Cristo. È la Pasqua della settimana (…). C’è ragione dunque per dire , come suggerisce l’omelia di un autore del IV secolo, che il “giorno del Signore” è il “signore dei giorni”. Quanti hanno ricevuto la grazia di credere nel Signore risorto non possono non cogliere il significato di questo giorno settimanale con l’emozione vibrante che faceva dire a San Girolamo: “La domenica è il giorno della risurrezione, è il giorno dei cristiani, è il nostro giorno”. Essa è infatti per i cristiani la “festa primordiale”, posta non solo a scandire i l succedersi del tempo, ma a rilevarne il senso profondo (…)” (Lettera apostolica Dies Domini)
Celebrare il giorno del Signore - La centralità della Domenica è stata ribadita con forza dal Concilio Vaticano II, in cui un documento intero, Sacrosantum Concilium, è dedicato al modo il cui i cristiani celebrano il giorno di festa, alla “Sacra Liturgia”. Tale documento ha dato il via a tutto il rinnovamento del rito della messa e dei sacramenti; in esso vi si legge che “la liturgia è il culmine verso cui tende l’azione della chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutta la sua virtù. Poiché il lavoro apostolico è ordinato a che tutti, diventati figli di Dio mediante la fede e il battesimo, si riuniscano in assemblea, lodino Dio nella chiesa, prendano parte al Sacrificio e alla mensa del Signore (…) Dalla Liturgia, dunque, e particolarmente dall’Eucaristia, deriva in noi, come da sorgente, la Grazia e si ottiene, con massima efficacia quella santificazione degli uomini e glorificazione di Dio in Cristo verso la quale convergono, come a loro fine, tutte le altre attività della Chiesa (Sacrosantum Concilium, n.10). Alle comunità di tutti i luoghi e di tutti i tempi va l’invito del Papa a “riscoprire con nuovo vigore il senso della domenica: il suo «mistero», il valore della sua celebrazione, il suo significato per l’esistenza cristiana ed umana” (Lettera apostolica Dies Domini, n.3) e l’esortazione lasciata dal Concilio Vaticano a vivere in pienezza la Grazia che scaturisce dalla celebrazione eucaristica: “(…) è necessario che i fedeli si accostino alla sacra Liturgia con retta disposizione d’animo, armonizzino la loro mente con le parole che pronunziano e cooperino con la grazia divina per non riceverla invano. Perciò i pastori d’anime devono vigilare attentamente che nell’azione liturgica non solo siano osservate le leggi che rendono possibile una celebrazione valida e lecita, ma che i fedeli vi prendano parte in modo consapevole, attivo e fruttuoso” (Sacrosantum Concilium, n.11). Circa l’importanza di una consapevole partecipazione alla S. Messa domenicale, anche i vescovi italiani nel documento “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”, che presenta gli orientamenti pastorali per il primo decennio del 2000, ritengono “fondamentale ribadire che la comunità cristiana potrà essere una comunità di servi del Signore soltanto se custodirà la centralità della domenica, “giorno del Signore”, “Pasqua settimanale”, con al centro la celebrazione dell’Eucaristia.” (n.47). “Assolutamente centrale sarà approfondire il senso della festa e della liturgia, della celebrazione attorno alla mensa della parola e dell’eucaristia, del cammino di fede costituito dall’anno liturgico (…). Spesso uno dei problemi più difficili oggi è proprio la trasmissione del vero senso della liturgia cristiana (…) di qui l’urgenza di esplicitare la rilevanza della liturgia quale luogo educativo e rivelativi, facendone emergere la dignità e l’orientamento verso l’edificazione del Regno”. (n.49)
Bambini, famiglie e celebrazione eucaristica - Può apparire forse strumentale il riferimento alle parole di Gesù “Lasciate che i bambini vengano a me” pronunciate nei confronti dei suoi apostoli e delle altre persone mentre allontanavano i bambini che gli venivano portati perché imponesse le mani su di loro. E’ forse meno spontaneo il riferimento ad un altro passo del Vangelo in cui Gesù ci dice “Qualunque cosa farete a uno di questi piccoli, l’avrete fatta a me” (cfr Mt 20,40-45). In riferimento a questa affermazione il Catechismo della CEI per i bambini al n.208 così si esprime: “Piccoli nella loro capacità e possibilità sono anche i bambini. Le comunità cristiane non possono ignorare la Parola del Signore; quindi sono chiamate a prendersi cura dei bambini, fina dalla prima infanzia e non soltanto all’età del catechismo parrocchiale”. Per una coppia di sposi, così come per ogni fedele, la partecipazione all’Eucaristia domenicale è “fonte di vita”. Nell’enciclica Familiaris Consortio, al n.57, la Chiesa si esprime così: “L’Eucaristia è la fonte stessa del matrimonio cristiano. Il sacrificio eucaristico, infatti, rappresenta l’alleanza d’amore di Cristo con la Chiesa, in quanto sigillata con il sangue della croce. È in questo sacrificio della nuova ed eterna alleanza che i coniugi cristiani trovano la radice dalla quale scaturisce, è interiormente plasmata e continuamente vivificata la loro alleanza coniugale”. Eppure gli sposi, se genitori di bambini piccoli, si trovano spesso nell’impossibilità di partecipare congiuntamente a questo evento così importante per la loro vita a due: la liturgia, spesso inadatta ad un’assemblea composta anche da bambini, provoca noia in questi ultimi e conseguente ansia nei genitori. Chi infatti, tra i genitori di bimbi piccoli, non ha provato almeno una volta un’esperienza di disagio provocata dal partecipare con loro alla Messa? Eppure nel Catechismo dei Bambini al n.2009 si legge che “l’accoglienza è il primo atteggiamento dovuto. Spesso i bambini danno fastidio con il loro pianto e le loro domande, ma questo non è motivo per escluderli dai momenti comunitari, memori delle parole del salmista: “con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari (Salmo 8,3)”. Anche il Nuovo Dizionario di Liturgia, alla voce “Fanciulli”, richiama questo diritto: “Per quanto riguarda la celebrazione liturgica, si deve tener presente che i fanciulli, già membri della Chiesa con il battesimo, fanno parte di diritto all’assemblea liturgica; si tratta quindi di cercare per loro un qualche modo di partecipazione che consenta loro il pieno inserimento. Più esattamente si tratta di trovar loro l’itinerario adatto e le vie di accesso ad un’attiva e consapevole partecipazione alla liturgia”. (Nuovo Dizionario di Liturgia, Fanciulli, “I fanciulli nella situazione odierna”)
3. COSA CI PROPONIAMO …
Come comunità parrocchiale, “riscoprire con nuovo vigore il senso della domenica: il suo ‘mistero’, il valore della sua celebrazione, il suo significato per l’esistenza cristiana ed umana”, permettendo alle famiglie di partecipare ‘insieme’ alla S. Messa;
Sensibilizzare tutta la comunità affinché si faccia carico dell’impegno assunto al momento del battesimo dei bambini, venendo incontro alle difficoltà delle giovani famiglie nel partecipare alla S. Messa (devo essere sempre le mamme ad andare fuori perché il bimbo piange? Oppure qualcuno può a turno dal loro una mano?). E’ importante che famiglie e comunità parrocchiale collaborino per educare insieme i bambini al senso e allo stile della partecipazione alla Messa domenicale.
Individuare possibili percorsi di accoglienza e di iniziazione liturgica adatti all’età considerata; in particolare, permettere alla Parola di Dio di essere spezzata per ognuno secondo le proprie capacità. Ripensare ad esempio il cammino di iniziazione cristiana a partire dalle famiglie e dalla S. Messa domenicale. La catechesi potrebbe essere ripensata a partire dalla Messa: per i bambini, che partecipano all’incontro comunitario fin dal battesimo, fino all’anno di preparazione alla comunione la loro catechesi si svolgerebbe nel vivere, a misura loro, l’annuncio (liturgia della parola) crescendo nella comprensione della partecipazione comunitaria alla celebrazione domenicale e dell’incontro con Gesù.
In pratica, ad esempio: i bambini più piccoli vengano accolti fin dall’inizio della Messa nella cappellina antistante la Chiesa e nella sala attigua. La cappellina infatti è destinata ad accogliere i bimbi molto piccoli per la gestione di “situazioni difficili”: i genitori e le altre perone che si rendono disponibili possono intrattenere i bambini partecipando alla messa grazie ad un altoparlante collegato con la Chiesa. I più grandicelli (2/3-7 anni) vengo accolti più specificamente anche nella S. Messa domenicale delle 11.00 da alcuni educatori e catechisti particolarmente addetti a loro, collocandoli nella celebrazione e stando con loro durante la celebrazione. Se si riuscisse a creare un gruppo di questo genere ad esempio, in occasione della messa delle 11.00 con questi educatori questi bambini potrebbero passare per la prima parte in salone per un momento di animazione e poi unirsi a noi per la seconda parte della Messa. Al momento dell’offertorio i grandicelli rientrano in chiesa e, se non ci sono segni particolari inseriti nella liturgia, prima della benedizione finale l’attività dei bambini viene presentata a tutta l’assemblea.
Altra questione invece è la nostra compromissione e il nostro contributo nei confronti dei bambini e dei ragazzi che già partecipano alla catechesi parrocchiale. per loro, sono già previsti percorsi specifici di introduzione e partecipazione all’eucaristia domenicale, preferibilmente quella delle 11.00 e non ad altre. con forme di organizzazioni specifiche (penso ai bambini della prima Comunione) o di momenti espressivi e di presenza che di volta in volta vengono presentati a tutta l’assemblea eucaristia. non ultima anche la partecipazione alla messa come chierichetti e qualche forma di servizio più adatta a loro.
Scheda 2. – Il percorso di preparazione alla I Comunione IV Elementare – VENITE ALLA FESTA anno 2010-2011
CONTENUTO: Il bambino è chiamato a conoscere il dono grande di Dio che si fa amico e compagno di viaggio in Gesù che, nell’Eucarestia, si dona a noi.
TESTI: “Venite con me” (Cei ); “Io sono con Voi” – seconda parte (ed. CEI); Vangelo e Atti degli Apostoli (ed. Paoline).
OBIETTIVI:
APPUNTAMENTI:
RIFERIMENTI: Manuela Raponi: Cell. 335 7376012 - e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Paola Corbella Coraglia : Cell. 335 319720 - e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Magdalena Raponi : Cell. 335 8371475 - e-mail: magdalena.prus@fastwebnet.
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| Ultimo aggiornamento Martedì 20 Marzo 2012 12:31 |



