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Consiglio Affari Economici
Perché un’impalcatura sopra il tetto della chiesa? PDF Stampa E-mail
Sabato 10 Dicembre 2011 20:19

A molti non sarà sfuggita l’impalcatura che da alcune settimane è issata sul tetto della chiesa.

Da un piccolo intervento iniziale, richiesto per eliminare un’infiltrazione d’ac- qua nella zona del tabernacolo, siamo passati alla constatazione di alcuni vistosi danni alle fasce laterali delle vele orizzontali del tetto.È stato così avviato un intervento complessivo urgente, che anzitutto evitasse danni alle persone.

Dobbiamo dunque avviarci a sostenere dei costi di manutenzione straordinaria, destinando annualmente delle specifiche risorse per una manutenzione ordinaria, che prevenga interventi più drastici e costosi.

Pertanto è urgente predisporre al più presto 25.000 euro per il pagamento dei lavori recentemente sostenuti, impegnandoci, a partire dal 2012, ad inserire annualmente nel bilancio parrocchiale, un accantonamento di almeno 10.000-15.000 euro, per interventi di manutenzione ordinaria ed eventualmente straordinaria.

Anche la nostra chiesa e l’edificio parrocchiale annesso, con tutti i suoi impianti, ormai invecchiano e necessitano di maggiore attenzione e cura da parte dell’intera Comunità.

Grazie.

don Walter e il CAEP

 
L’offerta durante la Messa: elemosina o gesto di fede? PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Settembre 2010 21:45

 

 

E’ diffusa l’idea che in parrocchia sia “tutto gratis”. Forse per il fatto che la parrocchia è considerata un ente di carità, che deve dare, senza nulla chiedere in cambio. Soprattutto in Italia, per motivi storici che non è qui il caso di approfondire. mentre in altri Paesi i fedeli si sentono più responsabili nel sostenere le loro chiese. Una parrocchia, come ogni famiglia, pur privilegiando l’aspetto spirituale, deve gestire anche molte spese ordinarie: per la pastorale, per la catechesi, per la carità. Edifici che hanno bisogno di manutenzione, di luce, acqua e gas. Tasse, telefono, automezzi, arredamento, spese per il culto, piante, fiori, compensi a chi svolge determinati servizi, feste ecc.
Come si provvede al sostegno economico della propria parrocchia? La storia conosce forme diverse. Ma un elemento di continuità attraversa i secoli: le offerte dei fedeli durante la Messa. Fin dalla sua nascita la comunità cristiana si è resa conto che, a provvedere alle sue necessità materiali e ai poveri ai quali dava aiuto, dovevano essere anzitutto i fedeli che la domenica partecipano alla Messa. Per questo ha sempre avuto un ruolo decisivo la colletta, la raccolta delle offerte. Se ne ha traccia in scritti cristiani del secondo secolo d.C. Solo così la comunità cristiana provvede alla copertura del suo bilancio ordinario. Sottolineo: al bilancio ordinario, perché, quando ci sono delle spese straordinarie, la parrocchia il più delle volte deve confidare, oltre che sulla offerta di alcuni fedeli, al sostegno da parte della diocesi o della pubblica amministrazione.
Ora, qual è il problema? Il problema è che spesso i fedeli, proprio a causa di quel “tutto gratis”, non hanno sufficiente coscienza dell’importanza di sostenere le spese della propria comunità. La raccolta delle offerte durante la Messa è considerata da molti un’elemosina (quando la si fa), più che una partecipazione responsabile alle necessità materiali della parrocchia. Prova ne è il fatto che nella cesta delle offerte talvolta si getti solo qualche spicciolo, che spesso coincide col superfluo del superfluo. Occorre invece fare un salto di qualità, chiedendo a ciascun cristiano che vuole bene alla propria comunità, godendo dei suoi servizi, che si senta più impegnato a sostenerla economicamente, secondo le proprie possibilità. Soprattutto: occorre che il sostegno economico della parrocchia venga considerato non più un’elemosina, ma un gesto di fede.

 
Consiglio per gli Affari Economici PDF Stampa E-mail
Sabato 19 Giugno 2010 18:53

 

I suoi compiti e chi ne fa parte

Dal Sinodo 47° della Diocesi di Milano
148. Il consiglio parrocchiale per gli affari economici

§ 1. Il consiglio per gli affari economici è lo strumento di partecipazione per la cura pastorale dei beni e delle attività parrocchiali. E’ obbligatorio in ogni parrocchia[14], come aiuto al parroco per la sua responsabilità amministrativa ed è regolamentato dalle costituzioni sinodali che trattano l'amministrazione della parrocchia (cf cost. 339), oltre che dall'apposito regolamento diocesano.

§ 2. Tra il consiglio pastorale e il consiglio per gli affari economici vanno mantenuti stretti rapporti. In particolare:

  • un terzo dei suoi membri viene nominato su indicazione del consiglio pastorale, mentre gli altri due terzi vengono nominati direttamente dal parroco, sentiti gli altri presbiteri addetti alla parrocchia;

  • in generale l'opera del consiglio per gli affari economici deve iscriversi negli orientamenti tracciati dal consiglio pastorale, al quale renderà conto mediante una relazione annuale sul bilancio;

  • le scelte di natura economica che hanno un forte rilievo pastorale, la saggia determinazione di quali beni siano necessari alla vita futura della comunità, la decisione di alienare alcuni beni che fossero di aggravio per la loro gestione, esigono di acquisire un parere previo del consiglio pastorale parrocchiale.

§ 3. Il consiglio per gli affari economici è moralmente responsabile con il parroco davanti alla comunità parrocchiale del corretto e puntuale assolvimento di tutti gli adempimenti e delle obbligazioni che, per diritto canonico o norma civile, sono poste a capo della parrocchia (cf costt. 322-355). 

I componenti attualmente in carica fino al 2011 sono :

Don Walter Magni - Lia Gaetani -  Antonio Lecis -  Piero Mensi -  Guido De Gennaro -  Bruna Correnti -  Umberta Manca

 

 


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