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Silenzio in vacanza, se riposare stanca PDF Stampa E-mail
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Venerdì 25 Giugno 2010 09:13

 

Nonostante il diversificarsi dell’organizzazione del lavoro, la precarietà di molti impieghi, il moltiplicarsi di offerte allettanti durante l’intero arco dell’anno, l’estate rimane, complice anche il calendario scolastico, il tempo delle vacanze per eccellenza. Realtà ignota alla stragrande maggioranza della popolazione nelle società agricole di ieri e di oggi, nel nostro occidente industrializzato e dei servizi, la vacanza assomiglia per molti a un obbligo morale, a un dovere che si cerca di assolvere nel modo meno scontato possibile.

Non solo, ma quella delle vacanze e del tempo libero è diventata una vera e propria “industria”, un fenomeno socio-economico che si autoalimenta e che conosce intrecci curiosi: così la vacanza degli uni è lavoro per gli altri, negli stessi posti e nel medesimo tempo. Ma per chi ha la possibilità di viverle, le vacanze sono giorni in cui può “vacare”, cioè “essere libero, avere tempo per...”, in cui può finalmente “dare tempo al tempo”: ma per fare cosa? E così, per paradossale che possa essere, frotte di abitanti delle città programmano partenze intelligenti per viaggi assurdi che terminano in borgate alpine o località marittime affollate dagli stessi difetti delle metropoli; schiere di viaggiatori “alternativi” varcano oceani per imbattersi nel vicino di casa su un’isola esotica; astuti sedentari scoprono orizzonti impensati nel proprio quartiere tornato a dimensione umana…

 

 

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Esercizi spirituali PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Giugno 2010 18:40

La preghiera è una realtà misteriosa e affascinante. Vista da lontano e con una certa approssimazione pare che ne facciano esperienza solo alcune persone e non altre. E si ha la sensazione proprio di questo: di qualcosa di riservato a pochi, forse legato al loro temperamento o a chissà quale dono speciale e incomprensibile. Come, dunque, aprirsi a Dio? Come riconoscerlo dentro le forme del quotidiano? Il desiderio di incontrare il Padre che vede nel segreto suppone l’abbandono delle rive rassicuranti delle emozioni passeggere. Un corso di esercizi spirituali è davvero un tempo di grazia per tutti, lo è in modo particolare per dei laici, sempre alle prese con tanti problemi e preoccupazioni di famiglia, di lavoro, di problemi concreti, in una società sempre più chiassosa e invadente. Avere la possibilità di lasciare tutto per qualche giorno, per una settimana, per cercare Dio e ritrovare se stessi nella pace, nel silenzio, nella preghiera, nell’ascolto della Parola di Dio, è davvero una grande grazia. Una grazia che auguro anche a te, questa estate.

don Walter 

Elenco corsi:

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Una maglia enorme contro il razzismo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Giugno 2010 13:23

 

 

Una maglia enorme da calciatore, composta da 222 magliette di altrettanti calciatori famosi che Bjorn Heidenstrom, ex-calciatore norvegese, ha raccolto passando attraverso 51 nazioni europee e africane. Era partito da Oslo il 20 giugno 2009, Giornata del rifugiato, ed è arrivato a Pretoria il 20 giugno di quest’anno per esporre l’enorme maglia. Il tutto con una bicicletta e un piccolo rimorchio. Per richiamare l’attenzione del mondo dello sport sul problema del razzismo e del rispetto dei diritti umani. Forse non tutti abbiamo nelle gambe la forza di percorrere tutti i kilometri di Heidenstrom, ma è vero che per sconfiggere il razzismo e affermare e diffondere una cultura dell’accoglienza, bisogna pedalare ancora molto.
Se ciascuno nel proprio metro quadro di vita quotidiana riuscisse a spendere una parola e compiere un gesto, a piantare un seme, una speranza, a indossare una maglietta...

22 giugno 2010 - Tonio Dell'Olio

 
In chiesa con l’infradito - Un problema di regole PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 16 Giugno 2010 10:04

 

Infradito sì, infradito no. Anche se finalmente è arrivata l’estate, forse, bisognerebbe capire che non tutti i luoghi, specialmente a Milano, sono in riva al mare. E non è necessario stupirsi se a scuola, il professore, e ancora di più, in chiesa, il parroco, impongono qualche regola. Non si tratta di oscurantismo, ma prima di tutto di rispetto e di buon senso.

 

 

 

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L’amore che rimargina certe ferite PDF Stampa E-mail
Martedì 15 Giugno 2010 15:53

 

Quello pulito e trasparente annunciato dal Vangelo di Gesù

 

Che succede? – La domanda è risuonata con insistenza in questi mesi. Mentre sui giornali e nei telegiornali scorrevano le notizie di casi di pedofilia messi in atto da uomini di Chiesa, Benedetto XVI, con fermezza e decisione, esortava alla trasparenza, confidando a un tempo nella giustizia e in un più profondo senso del Vangelo. La vicenda tristissima di vescovi e preti pedofili va affrontata con molto coraggio da parte della Chiesa, stigmatizzando pure quella comunicazione massmediale che, mentre accende i riflettori su episodi sconcertanti, evita accuratamente di considerare questioni altrettanto serie in materia di sesso. Col risultato che, mentre viene distorta la posizione evangelica e morale del Papa, si ignora una realtà di Chiesa che senza fare rumore continua ad annunciare il Vangelo di Gesù, praticando un amore pulito e trasparente.

Bisogno d’amore – Anni fa qualcuno cantava: Ho un disperato bisogno d’amore che non mi fa dormire. Ho un disperato bisogno d’amore che mi porta fino a te. È un disperato bisogno d’amore che mi fa stare male. È un disperato bisogno d’amore che cresce dentro me (Stadio, 1993). Il bisogno d’amore che attraversa tutti – oltre il camuffamento – è la cifra sintetica che può interpretare le diverse componenti in gioco nella vicenda della pedofilia nella Chiesa. Un disperato bisogno d’amore – pur espresso in termini così immorali! – l’hanno gli ecclesiastici, che si sono macchiati di un crimine vergognoso; ma desidera amore anche chi mette in piazza in modo indiscriminato fatti che chiedono maggior delicatezza. Hanno bisogno di amore puro e sincero soprattutto le vittime innocenti di questi abusi. Desiderosi d’amore siamo anche noi, rimasti a guardare senza saper esprimere un giudizio equilibrato su fatti che ci hanno ferito profondamente. Riconoscere che tutti abbiamo bisogno d’amore eviterebbe inutili semplificazioni, riavviando una visione pacata e puntuale del problema, sia dentro sia fuori la Chiesa.

Amore gratuito – La questione però è più delicata. Attiene a un senso dell’amore che deriva dall’amore gratuito che Gesù pretende dalla sua Chiesa: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Gv 15,9-17). Un amore che non ammette ambiguità, soprattutto in coloro – vescovi e sacerdoti – che, avendo scelto il celibato, affermano pubblicamente che l’amore di Dio è possibile tra gli uomini. Mi ha fatto bene leggere una conferenza fatta ai preti della Diocesi di Dublino, nella quale si dice che quella attuale “è molto più che la crisi delle violenze sessuali perpetrate su dei minori da parte di alcuni sacerdoti e religiosi”. Una crisi che reca “con sé una promessa e una benedizione”, ma che domanda che i complessi fattori in gioco siano ricondotti a un modello di “potere che sta alla radice delle violenze sessuali perpetrate ai danni dei piccoli e dei più vulnerabili”. Questo però non è “il potere di Gesù, che era mite e umile di cuore. Non avremo una Chiesa sicura per i giovani finché non diventeremo una Chiesa più umile, in cui ci sentiamo tutti figli dello stesso Padre” (Fr. Timothy Radcliffe, Venite a me voi tutti che siete oppressi, “Il Regno- Documenti”, 2010, 7, pp. 201- 6). Gandhi diceva che “la verità è come il diamante: è una sola, ma ha molte facce”. Disponibile e inaccessibile, la verità si presenta con un volto autentico, ma non esaustivo. La ricerca è dunque il percorso per cercare di raggiungerla, sapendo andare oltre. Sarà sempre l’ora, anche per i credenti, per confrontarsi umilmente con la verità dell’amore gratuito che ci ha insegnato Gesù. Senza pretenderne l’esclusiva, perché Gesù stesso “ha imparato l’obbedienza dalle cose patite” (Eb 5,8).

Obbedire al Vangelo – Si conclude l’anno sacerdotale (giugno 2009-2010). Penso a tanti confratelli che continuano a lavorare nella vigna del Signore, senza clamore. Ricordo la squisita testimonianza evangelica di sette monaci trappisti, assassinati a Tibhirine (Algeria) nel 1996. Una vicenda ancora oggi oggetto di indagini. La loro storia è descritta in un film presentato al Festival di Cannes di quest’anno (Des hommes et des Dieux del regista Xavier Beauvois). Porto nel cuore anche le parole di Annalena Tonelli (1943-2003), un’autentica testimone dell’amore, uccisa a Borama (Somalia) il 5 ottobre 2003 da un commando islamico, nell’ospedale da lei fondato. Possedeva evangelicamente solo due tuniche e uno scialle: “Gesù Cristo non ha mai parlato di risultati. Ha parlato solo di amarci, di lavarci i piedi gli uni gli altri, di perdonarci sempre. I poveri ci attendono. Gli infiniti modi del servizio sono lasciati all’immaginazione di ciascuno. Non aspettiamo d’essere istruiti nel tempo del servizio. Inventiamo e vivremo nuovi cieli e nuova terra ogni giorno della nostra vita”. Quanti continuano a servire, attenendosi all’- amore gratuito di Dio, donando la vita! Queste testimonianze sono il rimedio che continua a rimarginare le ferite aperte nel cuore di tanti, soprattutto i bambini, dentro e fuori la Chiesa. Buona estate, miei cari parrocchiani. Buona estate, amici e amiche di Milano due. Nell’arco dell’estate trovate un momento per pregare anche per me. Io vi ricordo ogni giorno nell’Eucaristia.

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