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Sabato 03 Marzo 2012 14:48 |
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INCONTRO DI INTRODUZIONE ALLA QUARESIMA
Parrocchia Dio Padre - sabato 3 marzo 2012
Per Cominciare Padre celeste, ti preghiamo di dare a tutti noi il tuo Spirito Santo e di non cessare mai di ridarcelo, perché ci risvegli, ci rischiari, ci incoraggi e ci renda capaci di rischiare il passo, ad un tempo piccolo e grande, che, partendo dalla consolazione per mezzo della quale cerchiamo di consolare noi stessi, ci conduca alla speranza in te. Distoglici da noi stessi per farci volgere verso di te. Impediscici di sottrarci al tuo sguardo. Non permetterci di tentare di toglierci dalle difficoltà senza di te. Rivelaci la tua magnificenza e mostraci quanto è ammirevole confidarci in te e obbedirti. Te lo domandiamo per tutti gli uomini... Che tutti i poveri, i malati, i prigionieri, gli afflitti, gli oppressi, i non credenti imparino realmente a conoscere la tua Parola, che la accettino, la capiscano e trovino in essa la risposta ai loro sospiri e al loro grido. Che i cristiani di tutte le chiese e confessioni abbiano una conoscenza sempre rinnovata della tua Parola e imparino a servirla fedelmente... Lodato sii per averci dato in Gesù Cristo, tuo Figlio, la libertà di attenerci a questa testimonianza: noi speriamo in te. Amen. (Karl Barth)
LA PREGHIERA E LA VITA – Introduzione alla preghiera
Cos’è la preghiera? Oltre i fraintendimenti
Vorrei difendere la preghiera. Difenderla da troppi fraintendimenti che la soffocano cominciando col dire che per me è essenzialmente un fatto di presenze, di presenza. Forse per un usare una espressione che oggi è abbastanza di moda: è una questione di relazione.
C’è invece un dato che l’accompagna e a volte la semplifica o cerca di definirla in modo non chiaro e immediato: il fatto che si intenda la preghiera anzitutto come fatta di parole, composta di parole e magari di molte parole. Oggi forse meno di ieri, ma ancora, la preghiera è legata alle parole. E, lasciatemi dire, alle nostre parole. Ad esempio: che immagine vi si risveglia in cuore quando pensate a una donna o un uomo che prega? Uno o una persona che dice preghiere, parla a Dio. meno invece l’immagine di uno che sta in ascolta, cioè ascolta Dio.
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Omelia per l'Epifania del Signore – 6 gennaio 2012 |
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Venerdì 06 Gennaio 2012 22:06 |
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La ‘cometa di Halley’ nell'Adorazione dei Magi (Giotto , Cappella degli Scrovegni , Padova)
Fratelli e sorelle,
con la solennità dell'Epifania si concludono le festività natalizie. Ma non va perso il messaggio profondo che questa festa comporta. La liturgia della Chiesa, dopo la narrazione della Sua nascita (Ottava di Natale), ci propone l’incredibile ricerca dei Magi per rintracciare Gesù “che è nato, il re dei Giudei”. Perché Gesù nasce non solo per il popolo ebraico, ma per tutta l'umanità, volendo esprimere un amore universale e la vicenda dei Magi non è una fiaba, ma la narrazione della realtà delle cose – come stanno le cose - secondo il cuore di Dio. E’ come se Gesù bambino, il Figlio di Dio, ci volesse insegnare come Lo dobbiamo cercare e adorare.
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Omelia per la Domenica dell’Ottava di Natale |
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Lunedì 02 Gennaio 2012 20:35 |
Per le celebrazioni di fine 2011 e inizio 2012
Cari amici e care amiche,
potremmo celebrare oggi la festa dell’istante. Di quell’istante, di quel momento che segna “la fine di un anno che in un impercettibile istante trapassa in un inizio” (Davide Rondoni, ‘Avvenire’, 31.12.2011). Per un verso Capodanno è una festa inventata dagli uomini, per un altro, questo momento di così umano e diretto, nasconde una grazia, un dono, che il mistero del Natale - che stiamo ancora celebrando (siamo con oggi alla Domenica dell’Ottava del Natale) – sa evidenziare al cuore e alla mente di chi crede.
La grazia dell’istante presente
Dunque: anzitutto si festeggia (o abbiamo festeggiato) un istante. Proprio quell’istante. L’abbiamo atteso cantando, stappando una bottiglia di vino buono,, abbracciandoci con affetto. Lanciando al cielo qualche fuoco luminoso e rumoroso, insieme magari ad una preghiera. Tutto questo semplicemente per un istante. Come sentissimo pesare in quell’istante un passato che viene di colpo bruciato e avviato un futuro che vorremmo carico di speranza. E questo diventa l’occasione per accorgersi che ciò che veramente conta è il presente. L’unico punto nel quale ancora la vita si manifesta. Perché le cose più importanti della vita – l’amore, la gioia, Dio o la verità – sopportano solo il verbo presente. Solo l’amare adesso, solo quello che conosco oggi conta davvero. E’ il presente che conta. (“Solo l'amare, solo il conoscere / conta, non l'aver amato, / non l'aver conosciuto. Dà angoscia / il vivere di un consumato / amore. L'anima non cresce più”, P.P. Pasolini, “il pianto della scavatrice, 1956)
Se ciò che conta è il presente, proprio questo ci introduce a celebrare con maggiore profondità il mistero del Natale di Gesù. L’inizio del mistero di Dio in mezzo a noi. Raggiungendo alla radice l’essenzialità della grazia che il Natale di Dio ha inteso portare agli uomini. Tutta racchiusa nella forza di vita e di salvezza che si consuma nell’istante stesso, nel momento nel quale Dio l’eternità di Dio si innesta nella storia del mondo degli uomini. Avviando con tutti gli uomini una relazione d’amore vitale e carica di una speranza capace di andare oltre la morte, a partire proprio dalla Sua nascita. Dio, dall’istante del suo concepimento in Maria, lungo i mesi della sua gravidanza, sino al momento della sua nascita ha avviato una interpretazione del tempo capace di caricarsi di vita capace di andare oltre la morte, di speranza in grado di sostenere qualsiasi forma di disperazione, di un amore capace di una gratuità senza alcuna forma di egoistico profitto o ritorno interessato. A partire da quell’istante, dall’istante del Suo Natale tra noi, Dio, in Gesù, è diventato anche nostro contemporaneo. Contemporaneo della vita di ogni uomo di questo nostro mondo.
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L'augurio di don Walter per il nuovo anno |
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Domenica 01 Gennaio 2012 11:11 |

Cari amici e care amiche,
all’inizio di questo nuovo anno guardiamo avanti con speranza. Ci accompagnano Gesù, in braccio a sua Madre. In Lui è riposta ogni nostra speranza di salvezza e di pace per l'umanità intera.
Ti raggiunga sempre la Sua benedizione: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.
don Walter
L'icona di Maria, Madre di Dio, della nostra Cappellina
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Omelia per la Notte di Natale – 25 dicembre 2011 |
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Domenica 25 Dicembre 2011 21:43 |
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Cari amici e amiche, fratelli, sorelle,
è Natale. E’ la notte di Natale. Mi domando cosa siamo venuti a cercare. Certo, siamo venuti per celebrare la Messa di mezzanotte. La Messa di Natale. Sapeste che meraviglia è stata la Messa di Natale dei bambini e dei ragazzi, questo pomeriggio. Quanti bambini, che stupore, che gioia.
So che ci portiamo nel cuore desideri, bisogni, attese e speranze che non sempre riusciamo ad esprimere con sincerità e schiettezza. Cose che neppure forse riusciamo a dire a noi stessi.
Provo a dare voce anche alle voci del vostro cuore. Confidando nel fatto che ci troviamo in questo momento in un contesto celebrativo e natalizio particolarmente suggestivo. Nel quale, prima delle nostre parole ci è già stata annunciata una Parola più vera; prima delle nostre speranze siamo come adagiati su una speranza ben più grande, che ci precede. Nell’orizzonte di un amore – quello che ci trasmette un Bambino, il Bambino Gesù – che avvolgendoci ci riscalda e ci conforta.
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