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Appunti per l'avvio con il Consiglio Pastorale
della questione formativa e catechetica nella Parrocchia “Dio Padre”
Il nostro percorso
Che linea pastorale, che prospettiva stiamo perseguendo come Consiglio pastorale? Nell’arco di questo anno (ottobre 2009 – maggio 2010) abbiamo cercato di rispondere a questa domanda: quali sono i principi che caratterizzano la nostra Comunità parrocchiale in vista della costituzione di alcune commissioni in grado di sostenere una più significativa corresponsabilità ecclesiale?
Inizialmente - mi riferisco alla relazione che avevo svolto un anno, a conclusione degli incontri del CP dello scorso anno, il 9 giugno 2009 - avevo individuato sei capitoli a mio parere significativi e secondo questa sequenza (cf: “Intervento al CP e al CAEP di martedì 9 giugno 2009”):
1) Celebrazione Eucaristica. cf. “Una comunità che celebra la Pasqua del Signore” (20.10.2009);
2) Famiglia. cf,: “Una comunità di famiglie” (19.01.2010);
3) Azione Caritativa. Tematica che, in ragione di una organizzazione del settore caritativo già avviata, ho preferito rinviare. resta tuttavia che l’aspetto propriamente missionario che pure la caratterizza ha una urgenza a mio parere non rinviabile (cf. Verbale del CP del 20.04.2010).
4) Formazione e Catechesi, che appunto ci avviamo ad affrontare a partire da oggi.
5) Cultura (attività culturali), Comuni cazione e Dialogo, che affronteremo.
6) Lavori (ordinari e straordinari) e altre forme di servizio parrocchiale, che affronteremo.
Così, dopo aver avviato l’Equipe Celebrativo-liturgica (più templi-cemente: E. Liturgica) e l’Equipe per la Famiglia (o E. della Famiglia) - in vista di quelle che diventeranno delle vere e proprie Commissioni pastorali della nostra parrocchia, entro la fine del mandato di questo CP, cioè nell’imminenza dei festeggiamenti del XXX° anniversario di avvio al culto della nostra Chiesa parrocchiale il 19.12. 2011 - è ora la volta di fissare l’attenzione sulla questione della Formazione alla fede. Tema propriamente sentito e svolto con passione e concretezza dalla cosiddetta Catechesi.
Ascolto della Parola di Dio e Catechesi
E’ decisivo anzitutto attenersi alla distinzione tra ascolto della Parola di Dio e spiegazione propria della Parola di Dio nell’ambito proprio della Catechesi. Altro è evidenziare, anche all’interno della nostra comunità parrocchiale, il primato dell’ascolto della Parola di Dio (per nulla e mai scontato) e altro è l’annuncio e la spiegazione ‘didattica’ della Parola di Dio, attraverso quella esperienza decisiva e articolata che si raccoglie proprio sotto l’espressione catechesi.
Per un verso dovrebbe essere chiaro a tutti il primato e la riscoperta della Parola di Dio in ordine alla vita di fede dei credenti in genere (lo stesso card. Martini aveva scritto una lettera pastorale in questo senso, dal titolo: “In principio la Parola” nel 1983); per un altro è innegabile riconoscere che, anche nella nostra comunità l’azione catechetica, soprattutto rivolta ai bambini, come annuncio concreto e spiegazione stessa della Parola di Dio, svolge ancora un servizio insostituibile.
Tuttavia, volendo affrontare con concretezza e in modo corretto la questione della catechesi, è chiaro che non potremo prescindere dalla coscienza che obiettivamente la nostra Comunità parrocchiale ha nei confronti della dell’ascolto della Parola di Dio e, quindi, del suo primato formativo. Se non si prende in seria considerazione la riscoperta della Parola di Dio in tutte le azioni fondamentali della nostra Comunità (sia di ordine all’ambito celebrativo-sacramentale, come anche nei contesti più situazionale, come la realtà delle famiglie che di fatto frequentano a vario titolo la parrocchia, ad esempio attraverso la catechesi dell’iniziazione cristiana), la considerazione a sé stante della sola Catechesi, prescindendo dal primato della Parola, risulterà debole e infruttuoso.
In questo senso, andrà seriamente affrontato anzitutto il tema della ‘formazione’ alla Parola di Dio, intesa come introduzione ad un autentico ascolto della Parola di Dio nella nostra Comunità (una comunità che anzitutto ascolta ciò che Dio le vuole dire); potendo poi accedere, in questo orizzonte, ad una considerazione più puntuale e operativa della situazione della Catechesi stessa.
Nella linea di questo ordine di considerazione ci sarà dato di comprendere meglio anche il valore e il significato di alcuni incroci inevitabili tra il tema della Parola di Dio/Catechesi e i capitoli pastorali già affrontati quest’anno (liturgia e famiglia). Tanto ad esempio sarà inevitabile rapportare il lavoro dell’Equipe Liturgica con la formazione ad un più serio ascolto della Parola di Dio, quanto - perché sta sotto gli occhi di tutti - sarà più comprensibile intuire la relazione profonda che sussiste tra la realtà della famiglia e la catechesi che di fatto proponiamo ai nostri bambini/ragazzi.
Prima di passare ad alcune considerazioni sulla nostra Catechesi, vorrei ribadire che in ordine alla formazione ad un più serio e consapevole ascolto della Parola di Dio nella nostra Comunità vanno evidenziati almeno due punti critici e che per il momento potrebbero essere tenuti in considerazione dall’Equipe Liturgica:
a) è debole - e comunque si è affievolito nel corso di questi ultimi anni - il settore dei ministri della Parola o Lettori della Parola di Dio nelle nostre celebrazioni. Non mancano tanto dei lettori formalmente disponibili a leggere durante le celebrazioni, ma dei lettori disponibili a lasciarsi formare a saper proclamare la Parola di Dio. Sia in senso sostanziale (conoscenza e approfondimento della Parola di Dio), come anche tecnico (tecniche di dizione ecc.).
b) è inoltre debole anche la partecipazione ai due corsi settimanali di ‘lectio della Parola di Dio’ proposti di fatto nell’ambito della nostra Comunità (al mercoledì alle ore 10.00 e al sabato mattino, alle 9.15). Si ha l’impressione che sia più semplice ritrovarsi a disquisire su una introduzione alla Parola di Dio che non ad un ascolto più diretto della Parola stessa.
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