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Equipe Celebrativa Liturgica
RITIRO SPIRITUALE D’INIZIO AVVENTO PDF Stampa E-mail
Mercoledì 16 Novembre 2011 23:37

SABATO 19 NOVEMBRE, dalle 9.00 alle 12.15

“Fiumi di acqua viva

sgorgheranno dal suo seno”

(Gv 7,38)

INTRODUZIONE ALLA SPIRITUALITA’ DELL’AVVENTO

L’iniziativa, proposta dall’Equipe Liturgica e dai Ministri straordinari dell’Eucaristia, è aperta a tutti coloro che desiderano sostare in preghiera all’inizio del tempo di Avvento.

9.00         Lodi in Cappellina
9.20        proposta di riflessione sulla spiritualità dell’Avvento (sala riunioni)
10.00        silenzio e preghiera personale con la possibilità di accostarsi alla Confessione (don Walter e don Ivo sono disponibili)
11.00        ripresa della riflessione e introduzione alla liturgia della domenica.
12.00        Ora media in Cappellina

Per tutta la mattinata in Segreteria si chiede di conservare un clima rispettoso e di silenzio

Primo pannello della Vetrata del Battistero

 
L'importanza del Canto Gregoriano PDF Stampa E-mail
Martedì 23 Agosto 2011 21:24

Cari amici e care amiche dell'equipe liturgica, caro Arian,

ho trovato questo interessante articolo che mi permetto di proporre anche a voi circa la necessità e l'urgenza del recupero del canto gregoriano nelle mostre liturgie eucaristiche. Leggetelo e ne faremo motivo per qualche riflessione insieme.


Don Walter

 

La musica sacra e il canto liturgico nel Vaticano II

22 agosto 2011, un articolo di don Enrico Finotti, parroco di S. Maria del Carmine in Rovereto (TN),

apparso sulla rivista formativa Liturgia ‘culmen et fons’ .


Oggi occorre ritornare alle sorgenti autentiche della riforma liturgica promossa dal Concilio Vaticano II. Si devono però superare molti pregiudizi, invalsi negli anni postconciliari e oggi ancora persistenti, che hanno oscurato i principi basilari sui quali l’edificio liturgico rinnovato doveva poggiare.

Su interpretazioni riduttive si è sviluppata una pastorale liturgica mancante e difforme da ciò che il Vaticano II intendeva promuovere. Anche il settore della musica sacra è certamente segnato dai danni di una scorretta e parziale applicazione dei principi ispiratori. Per questo è necessario ritornare a rileggere le inequivocabili indicazioni della Costituzione liturgica Sacrosanctum Concilium:

n. 116: La Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana: perciò, nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli sia riservato il posto principale.

Gli altri generi di Musica sacra, e specialmente la polifonia, non si escludono affatto dalla celebrazione dei divini Uffici, purché rispondano allo spirito dell’azione liturgica, a norma dell’art. 30.

n. 117: Si conduca a termine l’edizione tipica dei libri di canto gregoriano; anzi, si prepari un’edi-zione più critica dei libri già editi dopo la riforma di san Pio X. Conviene inoltre che si prepari una edizione che contenga melodie più semplici, ad uso delle chiese mi-nori.

n.118: Si promuova con impegno il canto popolare religioso, in modo che nei pii e sacri esercizi, come pure nelle stesse azioni liturgiche, secondo le norme e i precetti delle rubriche, pos-sano risuonare le voci dei fedeli.

Nell’arco degli anni post-concilari possiamo osservare che, nel campo della musica e del canto sacro, si sono delineati due fenomeni ben definiti:

I

E' stato fatto e continua ancora uno sforzo notevole di creazione di canti in lingua parlata per l’uso liturgico. I vari repertori ne sono eloquente testimonianza. Tuttavia, dopo un primo inizio di fedele applicazione secondo i criteri liturgici e in comunione con la Chiesa, si è intrapresa la via di una creatività continua, talvolta eccessiva, senza più considerazione dei principi liturgici e della necessaria verifica e approvazione dell’autorità della Chiesa. In tal modo sembra che oggi chiunque possa comporre musica e testi per la liturgia e ogni comunità e gruppo esegue un ventaglio incontrollabile di canti, che, sia per la palese inabilità del testo o della musica o della loro funzione rituale, sia per la mancanza di un esplicito riconoscimento e assunzione da parte dell’autorità della Chiesa, non possono dirsi pro-priamente liturgici. Così le celebrazioni subiscono una larga invasione quasi ovunque di testi e musiche di compo-sizione privata, che non godono perciò della grazia specifica della liturgia e non possono quindi mi-rare pienamente al fine della Musica sacra, che è la glo-ria di Dio e la santi-ficazione dei fedeli(SC 112).

Mentre l’eucologia, il lezionario e le sequenze rituali sono ancora fissate dalla Chiesa, i canti sono per lo più alla mercé di compositori, maestri di coro, gruppi o singoli fedeli committenti. In tal modo il settore del canto non soggiace più al controllo della Chiesa, né può dirsi espressione della sua pre-ghiera, essendo ormai diven-tato appannaggio di un comu-nità o di una spiritualità sociologicamente più o meno estesa. In questo stato di cose i fedeli rischiano di non rico-noscere più quali siano i canti liturgici, propri della Chiesa, ed essere, in questo settore, travolti dai gusti e dai contenuti di alcuni, di quelli cioè che volta a volta gestiscono le liturgie. Si deve pure constatare che è prevalsa la tendenza a ‘cantare nella liturgia’ anziché ‘cantare la liturgia’. Questa scelta, infatti, offre maggior libertà creativa. èevidente che a queste condizioni non può affermarsi e aver stabilità una raccolta valida di canti liturgici, comune al popolo di Dio nella sua globalità, né possono risuonare le voci dei fedeli(SC 118). Anche il repertorio nazionale diluisce nella concessione di poter ricorrere agli altri repertori, regionali, diocesani, parrocchiali, ecc.

Su questa strada si può arrivare alla situazione dell’antica gnosi, quando si fece la scelta radicale di eliminare dalla liturgia ogni composizione umana, inficiata di concetti gnostici, e di usare soltanto il salterio, quale testo sicuro per il canto liturgico. Tale situazione – dopo una ulteriore riduzione di sequenze e tropi in eccesso all’epoca del Concilio Tridentino – è giunta fino al Vaticano II.

II

Vi è poi un secondo versante. Nella ‘pastorale’ liturgica postconciliare si è operata di fatto una scelta di parte: si è considerato solo il canto popolare religioso (SC 118) tacendo quasi totalmente sul canto gregoriano e sulla polifonia classica (SC 116). Anche la pubblicazione del Graduale simplex, ad uso delle chiese minori (SC 117)“allo scopo di ottenere più efficacemente una partecipazione attiva di tutto il popolo nelle sacre azioni celebrate in canto” (SACRA CONGREGAZIONE DEI RITI, Graduale semplice ad uso delle chiese minori, 3 settembre 1967, in Enchiridion Vaticanum, EDB, vol. 2°, n. 1677), - libro liturgico di nuova creazione - non ha sortito nessun significativo e stabile ricorso all’uso del canto gregoriano nelle normali assemblee parrocchiali.

Il silenzio sul gregoriano e la polifonia classica ha privato i riti di un patrimonio liturgico, artistico e spirituale gran-dioso, ha ristretto negli effimeri confini del presente e ha tagliato le radici con la tradizione dei secoli. Le nuove generazioni si sono così trovate a realizzare il prodotto recente delle ultime ‘trovate’ e il loro orizzonte è costretto all’asfissia dell’istante mo-mentaneo e del locale. La loro stessa creatività, priva dell’ossigeno della Tradizione secolare e universale della Chiesa, ne è rattrappita e si chiude davanti a loro la possibilità di un esercizio musicale a servizio della liturgia di alto profilo artistico e di profonda spiritualità. Non può essere normale, né onorevole per la Chiesa che i giovani scoprano il gregoriano e la grande musica polifonica in ambienti profani, come in scuole e concerti, mentre il grembo originale che ha generato tale esperienza offre un livello ormai basso e sterile. La Chiesa Madre e Maestra avrebbe così perduto la sua capacita di educatrice e di guida verso le alte vette dello spirito?

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Equipe Liturgica - Incontro del 22 Marzo 2011 PDF Stampa E-mail
Martedì 05 Aprile 2011 18:49

 

Alcune note per illustrare e aiutare a capire il lavoro che l'Equipe Liturgica sta svolgendo e svolgerà nei prossimi mesi


  1. l’Equipe Liturgica

- è attualmente composta da: Dommy CAPELLANO, Marco CAVALERI, Teresa KUNZLE, Cristina PATUZZI, Ebe SARTORI, Umberta MANCA (andrà valutato il tempo di appartenenza all’Equipe, modalità di eventuali integrazioni o sostituzioni ecc.)

- l’Equipe si avvale inoltre dell’apporto esterno dei Ministri straordinari dell’Eucaristia e del Gruppo dei Lettori.

- l’Equipe Liturgica potrà riferirsi inoltre ad altri ambiti e figure della Comunità parrocchiali interessate al settore.

 

  1. L’Equipe potrebbe ritrovarsi con un ritmo mensile con queste attenzioni o finalità:

- formarsi ad una sensibilità liturgica (studio di gruppo e partecipazione a itinerari formativi, corsi e seminari di carattere liturgico a livello decanale, zonale, diocesano)

- promuovere nella comunità il significato e il valore della liturgia, rimanendo in contatto con gli altri settori o Equipes pastorali (Famiglia, Catechesi, Caritativo, Cultura e Comunicazione ecc.)

- monitorare costantemente il settore celebrativo-liturgico parrocchiale attraverso, soprattutto curando tutti gli ambiti propri della celebrazione lungo l’intero anno liturgico.

 

  1. In senso formativo:

- vale la pena affidarsi allo studio di qualche testo di ampio respiro teologico/liturgico?

- Ci sono gli incontri formativi periodici promossi dall’Ufficio liturgico diocesano

- Non vanno disattesi anche alcuni corsi riguardanti il Canto liturgico ecc.

- Oltre alla cura per la formazione dei Ministri dell’eucaristia e dei lettori e degli accoliti

 

  1. Promozione di una sensibilità liturgica in parrocchia:

- Quali attenzioni specifiche segnalare in comunità per tenere alta la sensibilità liturgica?

(es: “Una comunità che celebra la Pasqua del Signore”….)

- quali raccordi specifici con l’Equipe Famiglia, Catechesi, Cultura Azione caritativi

 

  1. Monitoraggio del settore celebrativo-liturgico parrocchiale:

- Aggiornare periodicamente il Prontuario/Manuale delle celebrazioni parrocchiali

- attenzione particolare alla programmazione di Avvento/Natale e Quaresima/Pasqua con forte sottolineatura della Settimana Santa e Triduo Pasquale

- Alcune celebrazioni liturgiche particolari tipiche della parrocchia (festa della parrocchia, Ascensione, Corpus domini ecc…)

- Alcune funzioni liturgiche particolari (benedizioni natalizie famiglie, rosario nelle residenze ecc.)

- ecc.

 

  1. Ambiti particolari che potrebbero rientrare in una competenza propriamente liturgica

- il settore chierichetti e accoliti adulti

- il settore sacrestia

- il settore arredi liturgici

- ecc…

 
Una comunità che celebra la Pasqua del Signore PDF Stampa E-mail
Domenica 02 Gennaio 2011 11:03

 

 

L’Équipe Liturgico Celebrativa ha preparato un breve commento spirituale alla celebrazione della Santa Messa per accompagnare passo dopo passo al significato del gesto sacramentale più importante per il cristiano e favorire la partecipazione con attenzione più preparata e consapevole. Per informazioni rivolgersi in Segreteria.

 
PECCATO PERDERE UN’OCCASIONE COSÌ!!! PDF Stampa E-mail
Venerdì 10 Dicembre 2010 19:17

 

 

Sì, è proprio un peccato  che la maggioranza della nostra Comunità non sia spinta, se non altro dalla  curiosità, ad ascoltare la Lectio Divina del mercoledì o l’introduzione alla Parola  della Domenica, il sabato. Basterebbe venire una volta per rendersi conto di  quanto si venga arricchiti in questi incontri. È una mezz’ora, quella del sabato,  ed è talmente ricca che il tempo ne viene dilatato e si esce rinfrancati e illuminati.  Troppo spesso la nostra vita spirituale è “distratta” dagli eventi quotidiani e  ci si dimentica della parte più importante della nostra esistenza, quella parte che  ci dà pace e serenità nei momenti di sofferenza, che ci fa gioire nei momenti di  normale quotidianità, che ci prepara alla nostra eredità eterna. La mezz’ora del  sabato e l’ora del mercoledì sono un piccolo “sacrificio” rubato al nostro tempo  affannato, ma sicuramente il nostro cuore e il nostro spirito ne guadagnerebbero. 

Gruppo “lectio” del mercoledì e gruppo del sabato   

 
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