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Commissione Celebrativa Liturgica
PECCATO PERDERE UN’OCCASIONE COSÌ!!! PDF Stampa E-mail
Venerdì 10 Dicembre 2010 19:17

 

 

Sì, è proprio un peccato  che la maggioranza della nostra Comunità non sia spinta, se non altro dalla  curiosità, ad ascoltare la Lectio Divina del mercoledì o l’introduzione alla Parola  della Domenica, il sabato. Basterebbe venire una volta per rendersi conto di  quanto si venga arricchiti in questi incontri. È una mezz’ora, quella del sabato,  ed è talmente ricca che il tempo ne viene dilatato e si esce rinfrancati e illuminati.  Troppo spesso la nostra vita spirituale è “distratta” dagli eventi quotidiani e  ci si dimentica della parte più importante della nostra esistenza, quella parte che  ci dà pace e serenità nei momenti di sofferenza, che ci fa gioire nei momenti di  normale quotidianità, che ci prepara alla nostra eredità eterna. La mezz’ora del  sabato e l’ora del mercoledì sono un piccolo “sacrificio” rubato al nostro tempo  affannato, ma sicuramente il nostro cuore e il nostro spirito ne guadagnerebbero. 

Gruppo “lectio” del mercoledì e gruppo del sabato   

 
Settimana liturgica 2010 - Angelo Card. Scola PDF Stampa E-mail
Venerdì 27 Agosto 2010 07:49

 

1.    Eucaristia per la vita quotidiana 

Il titolo di questa relazione introduttiva – Eucaristia per la vita quotidiana – potrebbe suggerire diverse “piste” di lavoro: l’importanza della celebrazione quotidiana dell’Eucaristia e, anche, dell’accostarsi alla Santa Comunione quotidiana; il rapporto tra l’Eucaristia domenicale e quella feriale; la domanda della preghiera del Padre Nostro sul pane quotidiano; l’impronta eucaristica dell’esistenza cristiana…

La preposizione per che unisce le due parti in cui si articola il titolo può, forse, suggerirci una strada feconda per introdurre i lavori di questa 61ª Settimana Liturgica Nazionale.

La preposizione per, infatti, esprime un elemento spiccatamente eucaristico. «Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me”» (1Cor 11, 23-24); «Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: “Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti» (Mc 14, 23-24). Al punto che è stata utilizzata per designare ciò che è più caratteristico della persona e della missione di Gesù la sua pro-esistenza (il Suo esistere per).

In questo modo il per dice l’intrinseco dono dell’evento salvifico di Gesù Cristo fatto agli uomini. Egli, infatti, si è fatto uno come noi, in tutto simile tranne che nel peccato, è morto e risorto e ha donato il Suo Spirito, per noi e per la nostra salvezza.

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Solenne Pontificale in Duomo nella festa di Santa Maria Assunta PDF Stampa E-mail
Domenica 15 Agosto 2010 13:28

 
Corpus Domini 3 giugno 2010 PDF Stampa E-mail
Venerdì 11 Giugno 2010 22:01

Corpus Domini 1Per la festa del SS. Corpo e Sangue di Cristo, che la Chiesa Ambrosiana celebra il 3 giugno, don Walter ci ha dato appuntamento presso la Cappella del S. Crocifisso alle 20.30: in programma la celebrazione della Messa, seguita da una processione Eucaristica fino alla nostra chiesa parrocchiale.

Siamo arrivati in molti: giovani e meno giovani, nonni e nipoti, famiglie e single.

La Cappella era gremita, tanto che non pochi hanno seguito la celebrazione all’esterno, sul piccolo sagrato.

Ho avuto l’impressione che regnasse un’atmosfera fatta di attesa per la novità e di gioia per l’opportunità di ritrovarsi insieme a celebrare una Messa un po’ speciale.

La Messa ha inizio nel silenzio. Le letture sottolineano il significato unico e inequivocabile dell’Eucaristia. Nella lettura del libro della Genesi Melchisedek offre pane e vino. L’Epistola è tratta dalla Prima lettera di San Paolo ai Corinzi: ”Ogni volta che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga”; il brano del Vangelo di Luca ricorda la moltiplicazione dei pani e dei pesci: “Egli prese cinque pani e due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla”. E la breve omelia di don Walter mette in evidenza l’importanza dell’Eucaristia nella nostra vita. L’Eucaristia risponde ai bisogni dell’uomo e questo Gesù lo sapeva bene; in questo gesto di dare, di offrire è racchiuso tutto il significato di quel donare se stessi per il bene degli altri, che deve permeare ogni gesto, ogni istante della nostra vita.

Don Walter invita tutti ad accostarsi alla Comunione e il momento della distribuzione delle particole assume un’intensità particolare: non sono i fedeli ad accostarsi all’altare, ma è don Walter che, anche se solo per una semplice ragione di spazio all’interno della Cappella, ci vien e incontro fin sul sagrato. Il gesto del donare viene ancora una volta sottolineato.

Al termine della Messa ci incamminiamo tutti in processione: alla luce delle candele arriviamo alla prima stazione presso la Residenza Fiori, dove sostiamo per una breve preghiera. Don Walter ci parla del bisogno di amore che tutti gli uomini provano, anche gli uomini di chiesa e degli errori che spesso gli uomini commettono proprio alla ricerca di un gesto di amore. Chiediamo al Signore di farci capire che l’amore vero è quello che si regala, che si dona senza chiedere nulla in cambio e soprattutto non dimentichiamo che l’Eucaristia è una risposta a questo bisogno di amore.

Alla seconda stazione, presso le Villette, don Walter insiste sul grande bisogno di pace che ha il mondo: una pace sociale, una pace internazionale e non da ultimo l’essere in pace con tutti, tra di noi, perché non ci sono ragioni di dissidio. E ancora una volta l’Eucaristia può abbattere ogni divisione e ogni distanza. Padre, Figlio e Spirito Santo: nella diversità si ricostituisce l’unità. Che il Signore rischiari con la sua pace le nostre anime: andiamo incontro agli altri nella pace e nell’amore.

L’ultima stazione, presso la Residenza Archi, è dedicata alla speranza. Chiediamo al Signore il dono della speranza: siamo vicino alla Scuola Media, una bambina grida “Viva Gesù” forse inconsapevole del profondo significato delle sue parole. Dobbiamo avere speranza nel futuro per aiutare i nostri giovani, speranza nei valori del lavoro. Dobbiamo dare speranza ai nostri ragazzi, i soldi, le belle vacanze non bastano. E dove trovare la speranza se non, ancora una volta, nell’Eucaristia?

Arrivati in chiesa ci fermiamo per un’ultima, breve preghiera. In ginocchio contempliamo l’Eucaristia in umile silenzio. Nel foglietto con alcune preghiere che ci è stato distribuito all’inizio della processione leggo queste parole: “Questo sacramento (l’Eucaristia) ci nutre: alimenta in noi quella vita divina che è la nostra vera vita, perché è eterna. Per chi si lascia raggiungere dall’amore di Dio, questo sacramento è il più grande fra i segni, il segno che mette in comunione con Gesù stesso. Il credente è da esso trasfigurato, il suo peccato è purificato, grazie ad esso pregusta il banchetto promesso: quello delle nozze del Figlio.”

E’ con questo sentimento nel cuore che ci salutiamo. Don Walter è contento, in fondo l’Eucaristia ci ha permesso ancora una volta di “stare insieme”; è come se avessimo messo un nuovo tassello alla nostra comunità.

 

 
Una comunità che celebra la Pasqua del Signore - di don Walter PDF Stampa E-mail
Martedì 08 Giugno 2010 08:35

 

1. L’Eucaristia, “fons et culmen” dell’azione liturgica e il primato della Parola

In vista del lavoro di sintesi  - di ricognizione dell’esistente e di analisi costruttiva del dato celebrativo in quanto tale – credo sia determinante tenere presente due grandi affermazioni, di portata evidentemente teologica e di grande significato pastorale.

La prima è stata fortemente evidenziata dal Concilio Vat. II, quando nella Sacrosanctum Concilium, ha affermato che l’Eucaristia è Fons et culmen di tutta l’azione liturgico-celebrativa. L’Eucaristia, proprio nel suo momento celebrativo, è punto di partenza e di arrivo per tutte le altre azioni sacramentali (Battesimo, Cresima, Confessione, Matrimonio, Ordine e Unzione dei Malati).

La seconda è diventata abituale nella nostra Diocesi, soprattutto per la forte accentuazione pastorale messa in atto durante l’episcopato del card. Martini: il cosiddetto Primato della Parola o anche la riscoperta del significato determinante della Parola di Dio in rapporto alla realtà celebrativa.

Lo sforzo richiesto al CP e all’intera Comunità parrocchiale, di guardare con una preoccupazione ricognitiva e sanamente critica al nostro dato celebrativo, dovrà costantemente tenere sullo sfondo sia il principio eucaristico come anche quello della riscoperta della Parola di Dio. Anzi, sarà determinante cercare di far interagire questi due aspetti, legandoli sempre più profondamente, intuendo che l’Eucaristia altro non è che la Parola diventata carne (corpo) di Cristo (et verbum caro factum est) e la Parola non intende descrivere, in ultima analisi, che il gesto supremo d’amore di Gesù, che tutto si dona per amore proprio nella sua Pasqua di passione, morte e risurrezione. 

2. Come celebrare ancora la Pasqua del Signore?

L’intuizione di fondo che dovrebbe guidare il lavoro è far si che la nostra Comunità sia sempre più educata ad essere Comunità credente, fatta di uomini e donne di fede, più che caratterizzata da gesti rituali o solo religiosi. Anche da un punto di vista ecclesiale si va sempre più accentuando una sorta di scollamento tra l’affermazione della fede cri stiana nella sua oggettività e la sua es pressione religiosa o rituale. E’ decisivo pertanto che l’ambito celebrativo liturgico riconduca i credenti ad una unità profonda. Rendendoli capaci di testimoniare e di dire ciò che celebrano. La questione decisiva in questo senso si pone anzitutto nel rinnovare o ritrovare una relazione spirituale con il Signore Gesù, uscendo dal rischio della scontatezza e del moralismo religioso.

Una comunità cristiana, convocata dalla Parola stessa di Gesù, che proprio nel suo nome si ritrova a celebrare quell’Eucaristia che può diventare anche nostra, senza nulla perdere della tradizione della Chiesa, dovrà cercare di individuare le forme celebrative e di preghiera più capaci  di ridestare il gusto e la bellezza dell’incontro e della relazione con Lui.

3. Celebrazione eucaristica; celebrazione di alcuni sacramenti; riti sacramentali

Sotto questo profilo dunque, senza nulla togliere a quanto già sta avvenendo da alcuni decenni nella nostra Comunità parrocchiale, sarà determinante guardare al nostro modo di celebrare l’Eucaristia del Signore. Avendo presente il dato da un punto di vista quantitativo (messe domenicali, messe feriali ecc.), la questione sulla quale lavorare sarà dunque di carattere propriamente qualitativo. Volendo cioè rispondere a questa domanda: come rendere più autentiche – cioè capaci di trasmettere il mistero pieno della Pasqua del Signore – le nostre celebrazioni eucaristiche?

Di conseguenza andranno prese in considerazione, in questa prospettiva di fondo, anche altre celebrazioni di carattere sacramentale: Battesimo, Cresima, Prima Comunione, Confessione, Matrimonio, Unzione degli infermi e la celebrazione dei funerali, celebrazioni particolari o periodiche (Messa della speranza, Celebrazioni di anniversari, per i defunti ecc.)

Non vanno poi disattese alcune funzioni, non propriamente sacramentali, ma da intendersi come una sorta di prolungamento nel tempo dei sacramenti stessi, come: l’adorazione eucaristica, la Via Crucis, la benedizione (natalizia), la recita del Rosario nelle residenze, pellegrinaggi mariani ecc.

In questo contesto andrà ribadito il valore di alcuni servizi: ministro straordinario dell’Eucaristia, Lettore, chierichetti, canto liturgico e cori, oltre ad altre figure che spesso in modo più discreto, concorrono nella nostra Comunità ad una piena  valorizzazione di tutte le celebrazioni.

4. L’importanza della Lectio divina e la ripresa della liturgia delle Ore

Come già si è cercato di affermare una autenticazione qualitativa della celebrazione eucaristica e sacramentale nella nostra Comunità parrocchiale non potrà prescindere dalla intensa riaffermazione del ‘primato’ della Parola di Dio. Va intesa in questa prospettiva l’accentuazione messa sulla proposta della Lectio divina settimanale (il mercoledì mattino, ore 10.00) e la proposta di una introduzione più diretta alla Parola di Dio della domenica (il sabato, dopo le Lodi delle 9.00).

Come pure va ripresa e riproposta ad una partecipazione sempre più ampia la Liturgia delle Ore (Diurna Laus), nei termini di una recita domenicale e feriale delle Lodi e dei Vesperi. Non si tratta infatti di una preghiera devozionale, ma della preghiera ufficiale della Chiesa, composta sostanzialmente di una sequenza di salmi che altro non sono che Parola di Dio.

5. La ricognizione e l’analisi costruttiva che ci attende

Il lavoro di fondo che attiene al CP a questo punto sarà duplice: anzitutto ricognitivo, mettendo in atto una descrizione oggettiva del dato celebrativo e, una volta fatto questo, si potrà quindi passare ad una analisi critica e costruttiva del dato raccolto.

Il lavoro si distenderà in due sessioni del CP: martedì 27 ottobre e martedì 24 novembre 2009.

Frattanto è stata già costituito un primo nucleo dell’Equipe che, per conto del CP dovrà guidare, in accordo con il parroco, i lavori della Commissione. In base ai suggerimenti del CP sono emersi come significativi i nomi di Dommy Capellano e Umberta Manca. Ad esse, con pazienza, si affiancheranno altri 2 o 3 laici della nostra Comunità parrocchiali, ritenuti dal Parroco, in accordo con le due elette, significativamente capaci di affrontare il tipo di lavoro proposto.

L’intera Comunità parrocchiale è stata informata del lavoro complessivo delle commissioni in una riunione programmata per martedì 20 ottobre (ore 19.00), restando definito il fatto che potrà partecipare alle sedute del CP, in ascolto per la prima e con diritto di parola per la seconda.

Dopo ogni incontro del CP l’Equipe procederà alla redazione di un documento riassuntivo delle osservazioni emerse, con l’attenzione a seguire le linee indicate da questo documento introduttivo.

Resta evidente che, non bastando due sole sedute del CP ad esaurire il tema di una Commissione, i lavori dell’Equipe potranno procedere sino ad identificarsi come una vera e propria Commissione di laici, ‘esperta’ e responsabile. a servizio della nostra Comunità parrocchiale.

Affido a Maria, Sede della sapienza, il lavoro che andiamo ad iniziare, chiedendo a tutti voi, membri del Consiglio pastorale, di sentirvi profondamente coinvolti e partecipi, in autentico spirito di servizio, nei confronti di questo intenso e significativo lavoro.

don Walter, parroco

 

Milano due, 18 ottobre 2009, nella Solennità della Dedicazione della Chiesa Cattedrale

 

 

 
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