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Corpus Domini 3 giugno 2010 PDF Stampa E-mail
Venerdì 11 Giugno 2010 22:01

Corpus Domini 1Per la festa del SS. Corpo e Sangue di Cristo, che la Chiesa Ambrosiana celebra il 3 giugno, don Walter ci ha dato appuntamento presso la Cappella del S. Crocifisso alle 20.30: in programma la celebrazione della Messa, seguita da una processione Eucaristica fino alla nostra chiesa parrocchiale.

Siamo arrivati in molti: giovani e meno giovani, nonni e nipoti, famiglie e single.

La Cappella era gremita, tanto che non pochi hanno seguito la celebrazione all’esterno, sul piccolo sagrato.

Ho avuto l’impressione che regnasse un’atmosfera fatta di attesa per la novità e di gioia per l’opportunità di ritrovarsi insieme a celebrare una Messa un po’ speciale.

La Messa ha inizio nel silenzio. Le letture sottolineano il significato unico e inequivocabile dell’Eucaristia. Nella lettura del libro della Genesi Melchisedek offre pane e vino. L’Epistola è tratta dalla Prima lettera di San Paolo ai Corinzi: ”Ogni volta che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga”; il brano del Vangelo di Luca ricorda la moltiplicazione dei pani e dei pesci: “Egli prese cinque pani e due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla”. E la breve omelia di don Walter mette in evidenza l’importanza dell’Eucaristia nella nostra vita. L’Eucaristia risponde ai bisogni dell’uomo e questo Gesù lo sapeva bene; in questo gesto di dare, di offrire è racchiuso tutto il significato di quel donare se stessi per il bene degli altri, che deve permeare ogni gesto, ogni istante della nostra vita.

Don Walter invita tutti ad accostarsi alla Comunione e il momento della distribuzione delle particole assume un’intensità particolare: non sono i fedeli ad accostarsi all’altare, ma è don Walter che, anche se solo per una semplice ragione di spazio all’interno della Cappella, ci vien e incontro fin sul sagrato. Il gesto del donare viene ancora una volta sottolineato.

Al termine della Messa ci incamminiamo tutti in processione: alla luce delle candele arriviamo alla prima stazione presso la Residenza Fiori, dove sostiamo per una breve preghiera. Don Walter ci parla del bisogno di amore che tutti gli uomini provano, anche gli uomini di chiesa e degli errori che spesso gli uomini commettono proprio alla ricerca di un gesto di amore. Chiediamo al Signore di farci capire che l’amore vero è quello che si regala, che si dona senza chiedere nulla in cambio e soprattutto non dimentichiamo che l’Eucaristia è una risposta a questo bisogno di amore.

Alla seconda stazione, presso le Villette, don Walter insiste sul grande bisogno di pace che ha il mondo: una pace sociale, una pace internazionale e non da ultimo l’essere in pace con tutti, tra di noi, perché non ci sono ragioni di dissidio. E ancora una volta l’Eucaristia può abbattere ogni divisione e ogni distanza. Padre, Figlio e Spirito Santo: nella diversità si ricostituisce l’unità. Che il Signore rischiari con la sua pace le nostre anime: andiamo incontro agli altri nella pace e nell’amore.

L’ultima stazione, presso la Residenza Archi, è dedicata alla speranza. Chiediamo al Signore il dono della speranza: siamo vicino alla Scuola Media, una bambina grida “Viva Gesù” forse inconsapevole del profondo significato delle sue parole. Dobbiamo avere speranza nel futuro per aiutare i nostri giovani, speranza nei valori del lavoro. Dobbiamo dare speranza ai nostri ragazzi, i soldi, le belle vacanze non bastano. E dove trovare la speranza se non, ancora una volta, nell’Eucaristia?

Arrivati in chiesa ci fermiamo per un’ultima, breve preghiera. In ginocchio contempliamo l’Eucaristia in umile silenzio. Nel foglietto con alcune preghiere che ci è stato distribuito all’inizio della processione leggo queste parole: “Questo sacramento (l’Eucaristia) ci nutre: alimenta in noi quella vita divina che è la nostra vera vita, perché è eterna. Per chi si lascia raggiungere dall’amore di Dio, questo sacramento è il più grande fra i segni, il segno che mette in comunione con Gesù stesso. Il credente è da esso trasfigurato, il suo peccato è purificato, grazie ad esso pregusta il banchetto promesso: quello delle nozze del Figlio.”

E’ con questo sentimento nel cuore che ci salutiamo. Don Walter è contento, in fondo l’Eucaristia ci ha permesso ancora una volta di “stare insieme”; è come se avessimo messo un nuovo tassello alla nostra comunità.

 

 
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