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| Una comunità che celebra la Pasqua del Signore - di don Walter |
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| Martedì 08 Giugno 2010 08:35 |
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1. L’Eucaristia, “fons et culmen” dell’azione liturgica e il primato della Parola In vista del lavoro di sintesi - di ricognizione dell’esistente e di analisi costruttiva del dato celebrativo in quanto tale – credo sia determinante tenere presente due grandi affermazioni, di portata evidentemente teologica e di grande significato pastorale. La prima è stata fortemente evidenziata dal Concilio Vat. II, quando nella Sacrosanctum Concilium, ha affermato che l’Eucaristia è Fons et culmen di tutta l’azione liturgico-celebrativa. L’Eucaristia, proprio nel suo momento celebrativo, è punto di partenza e di arrivo per tutte le altre azioni sacramentali (Battesimo, Cresima, Confessione, Matrimonio, Ordine e Unzione dei Malati). La seconda è diventata abituale nella nostra Diocesi, soprattutto per la forte accentuazione pastorale messa in atto durante l’episcopato del card. Martini: il cosiddetto Primato della Parola o anche la riscoperta del significato determinante della Parola di Dio in rapporto alla realtà celebrativa. Lo sforzo richiesto al CP e all’intera Comunità parrocchiale, di guardare con una preoccupazione ricognitiva e sanamente critica al nostro dato celebrativo, dovrà costantemente tenere sullo sfondo sia il principio eucaristico come anche quello della riscoperta della Parola di Dio. Anzi, sarà determinante cercare di far interagire questi due aspetti, legandoli sempre più profondamente, intuendo che l’Eucaristia altro non è che la Parola diventata carne (corpo) di Cristo (et verbum caro factum est) e la Parola non intende descrivere, in ultima analisi, che il gesto supremo d’amore di Gesù, che tutto si dona per amore proprio nella sua Pasqua di passione, morte e risurrezione. 2. Come celebrare ancora la Pasqua del Signore? L’intuizione di fondo che dovrebbe guidare il lavoro è far si che la nostra Comunità sia sempre più educata ad essere Comunità credente, fatta di uomini e donne di fede, più che caratterizzata da gesti rituali o solo religiosi. Anche da un punto di vista ecclesiale si va sempre più accentuando una sorta di scollamento tra l’affermazione della fede cri stiana nella sua oggettività e la sua es pressione religiosa o rituale. E’ decisivo pertanto che l’ambito celebrativo liturgico riconduca i credenti ad una unità profonda. Rendendoli capaci di testimoniare e di dire ciò che celebrano. La questione decisiva in questo senso si pone anzitutto nel rinnovare o ritrovare una relazione spirituale con il Signore Gesù, uscendo dal rischio della scontatezza e del moralismo religioso. Una comunità cristiana, convocata dalla Parola stessa di Gesù, che proprio nel suo nome si ritrova a celebrare quell’Eucaristia che può diventare anche nostra, senza nulla perdere della tradizione della Chiesa, dovrà cercare di individuare le forme celebrative e di preghiera più capaci di ridestare il gusto e la bellezza dell’incontro e della relazione con Lui. 3. Celebrazione eucaristica; celebrazione di alcuni sacramenti; riti sacramentali Sotto questo profilo dunque, senza nulla togliere a quanto già sta avvenendo da alcuni decenni nella nostra Comunità parrocchiale, sarà determinante guardare al nostro modo di celebrare l’Eucaristia del Signore. Avendo presente il dato da un punto di vista quantitativo (messe domenicali, messe feriali ecc.), la questione sulla quale lavorare sarà dunque di carattere propriamente qualitativo. Volendo cioè rispondere a questa domanda: come rendere più autentiche – cioè capaci di trasmettere il mistero pieno della Pasqua del Signore – le nostre celebrazioni eucaristiche? Di conseguenza andranno prese in considerazione, in questa prospettiva di fondo, anche altre celebrazioni di carattere sacramentale: Battesimo, Cresima, Prima Comunione, Confessione, Matrimonio, Unzione degli infermi e la celebrazione dei funerali, celebrazioni particolari o periodiche (Messa della speranza, Celebrazioni di anniversari, per i defunti ecc.) Non vanno poi disattese alcune funzioni, non propriamente sacramentali, ma da intendersi come una sorta di prolungamento nel tempo dei sacramenti stessi, come: l’adorazione eucaristica, la Via Crucis, la benedizione (natalizia), la recita del Rosario nelle residenze, pellegrinaggi mariani ecc. In questo contesto andrà ribadito il valore di alcuni servizi: ministro straordinario dell’Eucaristia, Lettore, chierichetti, canto liturgico e cori, oltre ad altre figure che spesso in modo più discreto, concorrono nella nostra Comunità ad una piena valorizzazione di tutte le celebrazioni. 4. L’importanza della Lectio divina e la ripresa della liturgia delle Ore Come già si è cercato di affermare una autenticazione qualitativa della celebrazione eucaristica e sacramentale nella nostra Comunità parrocchiale non potrà prescindere dalla intensa riaffermazione del ‘primato’ della Parola di Dio. Va intesa in questa prospettiva l’accentuazione messa sulla proposta della Lectio divina settimanale (il mercoledì mattino, ore 10.00) e la proposta di una introduzione più diretta alla Parola di Dio della domenica (il sabato, dopo le Lodi delle 9.00). Come pure va ripresa e riproposta ad una partecipazione sempre più ampia la Liturgia delle Ore (Diurna Laus), nei termini di una recita domenicale e feriale delle Lodi e dei Vesperi. Non si tratta infatti di una preghiera devozionale, ma della preghiera ufficiale della Chiesa, composta sostanzialmente di una sequenza di salmi che altro non sono che Parola di Dio. 5. La ricognizione e l’analisi costruttiva che ci attende Il lavoro di fondo che attiene al CP a questo punto sarà duplice: anzitutto ricognitivo, mettendo in atto una descrizione oggettiva del dato celebrativo e, una volta fatto questo, si potrà quindi passare ad una analisi critica e costruttiva del dato raccolto. Il lavoro si distenderà in due sessioni del CP: martedì 27 ottobre e martedì 24 novembre 2009. Frattanto è stata già costituito un primo nucleo dell’Equipe che, per conto del CP dovrà guidare, in accordo con il parroco, i lavori della Commissione. In base ai suggerimenti del CP sono emersi come significativi i nomi di Dommy Capellano e Umberta Manca. Ad esse, con pazienza, si affiancheranno altri 2 o 3 laici della nostra Comunità parrocchiali, ritenuti dal Parroco, in accordo con le due elette, significativamente capaci di affrontare il tipo di lavoro proposto. L’intera Comunità parrocchiale è stata informata del lavoro complessivo delle commissioni in una riunione programmata per martedì 20 ottobre (ore 19.00), restando definito il fatto che potrà partecipare alle sedute del CP, in ascolto per la prima e con diritto di parola per la seconda. Dopo ogni incontro del CP l’Equipe procederà alla redazione di un documento riassuntivo delle osservazioni emerse, con l’attenzione a seguire le linee indicate da questo documento introduttivo. Resta evidente che, non bastando due sole sedute del CP ad esaurire il tema di una Commissione, i lavori dell’Equipe potranno procedere sino ad identificarsi come una vera e propria Commissione di laici, ‘esperta’ e responsabile. a servizio della nostra Comunità parrocchiale. Affido a Maria, Sede della sapienza, il lavoro che andiamo ad iniziare, chiedendo a tutti voi, membri del Consiglio pastorale, di sentirvi profondamente coinvolti e partecipi, in autentico spirito di servizio, nei confronti di questo intenso e significativo lavoro. don Walter, parroco
Milano due, 18 ottobre 2009, nella Solennità della Dedicazione della Chiesa Cattedrale
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