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| DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI |
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| Giovedì 14 Ottobre 2010 15:44 |
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LETTURA 1 Lettera di Pietro 2, 4-10 - Cristo è la pietra viva. Quali pietre vive siete costruiti anche voi come un edificio spirituale. Carissimi, 4avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, 5quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. 6Si legge infatti nella Scrittura: Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso. 7Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo 8e sasso d’inciampo, pietra di s candalo. Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. 9Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. 10Un tempo voi eravate non-popolo, ora invece siete popolo di Dio; un tempo eravate esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia. SALMO Sal 117 (118) Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre. 2Dica Israele: «Il suo amore è per sempre». 3Dica la casa di Aronne: «Il suo amore è per sempre». 4Dicano quelli che temono il Signore: «Il suo amore è sempre». R. 19Apritemi le porte della giustizia: vi entrerò per ringraziare il Signore. 22La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo. 23Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi. R. 24Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci in esso ed esultiamo! 26Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore. 27Il Signore è Dio, egli ci illumina. R. EPISTOLA Lettera agli Ebrei 13, 15-17. 20-21 - Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi. Fratelli, 15per mezzo di Gesù offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome. 16Non dimenticatevi della beneficenza e della comunione dei beni, perché di tali sacrifici il Signore si compiace. 17Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi e devono renderne conto, affinché lo facciano con gioia e non lamentandosi. Ciò non sarebbe di vantaggio per voi. 20Il Dio della pace, che ha ricondotto dai morti il Pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un’alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, 21vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen. VANGELO Luca 6, 43-48 - La casa costruita sulla roccia. In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: 43«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. 44Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. 45L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. 46Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? 47Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: 48è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene».
il nuovo Lezionario Ambrosiano sottolinea l’importanza della festa della Dedicazione della Chiesa, caratterizzando l’ultimo tratto dell’anno liturgico come tempo dopo la Dedicazione ed evidenziando il titolo di questa solennità: Dedicazione del Duomo di Milano Chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani (17 ottobre 2010) Ne deriva un particolare itinerario domenicale di ascolto della Parola di Dio, caratterizzato come: domenica del mandato missionario (I dopo la Dedicazione), domenica della partecipazione universale delle genti alla salvezza (II dopo la Dedicazione) e domenica di Cristo Re. Dalla celebrazione della Chiesa locale, simboleggiata dalla Chiesa madre, scaturisce dunque l’urgenza della missione ad gentes, rendendo così disponibile a tutti la salvezza, operata da Cristo, al fine di ricondurre l’intera umanità a riconoscere l’universale regalità di Cristo.
L’albero e i frutti
Il vangelo di questa domenica ci regala alcune immagini, che interpretano bene la festa della Chiesa cattedrale della Diocesi ambrosiana. Ecco anzitutto l’immagine dell’albero e dei frutti: “Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo”. Se una pianta vale per i frutti buoni che produce, la domanda è d’obbligo: quali sono i frutti buoni che una Chiesa produce? La questione non si pone in rapporto a una produzione quantitativa, ma alla resa qualitativa di frutti buoni. Anzi Gesù, nel brano parallelo secondo Matteo, aveva già legato l’immagine dei frutti a quella dei falsi profeti: “Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi” (Mt 7,15-20). Si tratterà, dunque, di verificare se anche la nostra Chiesa produce anzitutto profezia evangelica oppure altro.
Bocca e cuore
Senza dimenticare pertanto che “frutto dello Spirito che è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22), un’altra immagine evangelica ci porta al cuore del problema: “L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. Perché mi invocate: ‘Signore, Signore!’ e non fate quello che dico?”. I termini in gioco sono: la bocca, dalla quale escono determinate parole, che derivano però la loro qualità dalla elaborazione propria che avviene nella profondità del cuore. Cos’è mai il cuore della Chiesa? Quel cuore che propriamente straripa dalla sua bocca quando parla, pronunciando discorsi o scrivendo documenti, predicando ed esortando i credenti e il mondo intero? Alttro centro non c’è che l’Eucaristia: “Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane” (1 Cor 10,17) “imbevuti di uno stesso Spirito” (1Cor 12,13). Dall’Eucaristia – Parola di Dio fatta carne in Gesù, che è sceso nel cuore della nostra umanità, radice, sostanza e midollo di ogni uomo – scaturisce l’anima di ogni parola che la Chiesa pronuncia ed è chiamata ad annunciare.
Ascolto che edifica
Canta il salmo: “Effonde il mio cuore liete parole, io canto al re il mio poema. La mia lingua è stilo di scriba veloce” (sl 44,2-3). Poi però una casa regge se anche le fondamenta poggiano su un terreno stabile: “Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene”. Dunque, è possibile costruire bene una casa – scavando in profondità e ponendo “le fondamenta sulla roccia”, resistendo così alla piena del fiume – anzitutto ascoltando la Sua Parola, mettendola in pratica. Il cardine che fa da perno a una Chiesa, spesso caratterizzata da grande operosità caritativa, scaturisce da tre indicazioni: andare verso di Lui, ascoltare le Sue parole, mettendole in pratica. C’è una pratica, una capacità di edificare che non è frutto della propria genialità operativa, da una sorta di indole caratteriale. L’operatività della Chiesa, la sua capacità di edificare, scaturisce e si concentra nell’esercizio dell’ascolto del Suo Signore e Maestro. La fede della Chiesa nasce dall’ascolto: “fides ex auditu” (Rm 10,17).
Gesù, pietra angolare
La Parola di Dio in questa domenica ci regala molte altre immagini. Anche Pietro ci ricorda che Gesù è pietra viva: “avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio”; anzi, pietra angolare: “Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso. Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo. Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola”. Se come Chiesa siamo“edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù” (Ef 2,20), è decisivo continuare, anche oggi, a riferirsi instancabilmente a Gesù. Ritornare Lui, continuamente. Quando i santi vollero rinnovare la Chiesa, guarendola dai suoi mali, non ebbero alcun dubbio. A costo di perdere per strada qualche titolo Suo teologico, sono andati decisi e diritti davanti a Lui. Relazionandosi a Lui. Francesco d’Assisi decidendo d’essere un repetitor Christi, Ignazio di Loyola desiderando “conoscere intimamente il Signore che per me si è fatto uomo, perché più lo ami e lo segua” (Esercizi spirituali). Simone Weil, ebrea mai diventata cattolica, racconta invece che, trovandosi a Solesmes nel 1938, ebbe una illuminazione che cambiò la sua vita: “Cristo stesso discese e s’impadronì del mio cuore”, mentre Dietrich Bonhoeffer, teologo evangelico, prima d’essere impiccato in un campo nazista, non si stancava di ripetere che: “Seguimi è la prima e l’ultima parola che Gesù rivolge a Pietro” (Sequela).
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Anno C