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| OTTAVA DEL NATALE |
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| Giovedì 29 Dicembre 2011 20:07 |
1° gennaio 2012 - Rito Ambrosiano
NELLA CIRCONCISIONE DEL SIGNORE
Presentazione di Gesù al Tempio - mosaico a cura del Centro Aletti Giotto LETTURA Numeri 6,22-27 La benedizione sacerdotale sugli Israeliti. - In quei giorni. 22Il Signore parló a Mosè e disse: 23«Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro: 24Ti benedica il Signore e ti custodisca. 25Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. 26Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. 27Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».
SALMO 66 (67) Dio ci benedica con la luce del suo volto. 2Dio abbia pietà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto; 3perché si conosca sulla terra la tua via, la tua salvezza fra tutte le genti. R. 5Gioiscano le nazioni e si rallegrino, perché tu giudichi i popoli con rettitudine, governi le nazioni sulla terra. R. 6Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti. 7Ci benedica Dio, il nostro Dio, 8e lo temano tutti i confini della terra. R. EPISTOLA Filippesi 2, 5-11 Il Nome di Gesù, che è al di sopra di ogni nome - Fratelli, 5abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: 6egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, 7ma vuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, 8umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. 9Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, 10perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, 11e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre. VANGELO Luca 2, 18-21 La Circoncisione e il conferimento del Nome di Gesù - In quel tempo. 18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. 20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. 21Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
Cari amici e care amiche, in occasione del Natale, alle soglie di un nuovo anno o in occasione del compleanno é tradizione scambiarci gli auguri. Ma nella tradizione cristiana gli auguri diventano benedizione: cioè 'dire bene', 'dare bene', 'fare del bene'. I cristiani infatti non solo auspicano che il bene accada ma sono abilitati in forza del Natale di regalare quanto di più prezioso è stato loro donato: Gesù, Figlio di Dio fatto uomo per amore degli uomini. "Dio ci benedica con la luce del suo volto"
Noi sappiamo che Dio é buono perché la sua intenzione creatrice é buona: "Dio vide che era cosa buona". Ma la bontà della realtà creata deriva dal fatto che Dio stesso è bontà e bellezza e da sempre noi lo abbiamo sentito e invocato così: "Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi ti invoca" (sl 85). Se Dio poi non solo crea con criteri di bontà e bellezza, ma addirittura benedice la sue creature, questo significa che Dio non solo consegna qualcosa di sé, qualche tratto della sua bellezza e della sua bontà, ma addirittura regala tutto sé stesso agli uomini che tanto ama. Questo infatti é avvenuto a Natale. Prendere atto di questa benevolenza da parte di Dio é la grazia grande e indicibile del Natale. Non solo l'uomo é buono perché creato da un Dio che é buono, ma diventa pure lui capace della stessa bontà di Dio perché il Figlio stesso di Dio s'é fatto uomo come noi. Questa é la benedizione più grande che ha raggiunge ogni uomo. Come quella stessa benedizione che Mosè aveva promesso nel nome del Signore ad Aronne e ai suoi figli: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro: 'Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace'. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò". Benedire equivale per Mosè ad una promessa. Come dicessi nel nome del Signore: "sei amato da Dio. Dio ti stima. Al suo cospetto sei prezioso e di grande valore". Come anche Isaia aveva detto: "Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo, do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita" (Is 43,4). "Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù" "Quando le parole della benedizione vengono scelte con cura, alla persona benedetta non viene in mente che la benedizione sia qualcosa di magico. Sente che nella benedizione Dio stesso si china benevolmente su di lei, che il Signore tiene la sua mano buona sul capo e le parla con parole d'amore, d'incoraggiamento, di rinvigorimento, di speranza. Attraverso le parole la benedizione di Dio può penetrare nel cuore dell'essere umano" (Anselm Grün). Per questo dunque è decisivo - come dice Paolo - esercitarci per avere in noi "gli stessi sentimenti di Cristo Gesù. Egli pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma vuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce”. Come si diceva, Dio benedicendoci, non ci regala solo qualcosa di sé (fecondità, pace, benevolenza), ma propriamente ci dona il suo stesso cuore, Suo Figlio. Così questo Suo dono diventa, in chi crede, la grazia d'essere figlio di Dio: “E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio” (Gal 4,6). Così che, in forza della Sua figliolanza, possiamo partecipare della pienezza della Sua divinità: “lo Spirito del suo Figlio che grida: ‘Abbà, Padre!’ Quindi non sei più schiavo, ma figlio; se poi figlio, sei anche erede per volontà di Dio”. Circoncisione e imposizione del nome Stupisce il fatto che una volta che Gesù nasce al mondo, Si sottomette anche a tutte le prescrizioni e alle leggi degli uomini, come la circoncisione e l'imposizione del nome: "Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo". La memoria della Circoncisione di Gesù è di fatto una di quelle feste liturgiche che non sembrano dire molto ai cristiani: forse per il carattere giudaico e precristiano del rito che evoca, oppure a causa della sua coincidenza, almeno in occidente, con il primo giorno dell’anno civile. In realtà il suo contenuto spirituale è particolarmente ricco. Il Figlio di Dio, sottomettendosi alla legge della circoncisione, ha voluto sia umiliarsi nella sua carne ("Egli pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma vuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini."); che sottolineare come egli stesso sia la pienezza ed il termine dell’Antica Alleanza. La Sua circoncisione prefigura quell’altra consacrazione, sempre nel sangue, che il Suo corpo doveva ricevere sulla croce. Per questo, "Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce". In questo modo Dio fa dono di Sé, diventando per noi benedizione, non stravolgendo il mondo che aveva già creato come buono, ma rendendolo buono da dentro, alla sua radice. Raggiungendolo nell'intimo, al cuore delle sue norme e delle sue leggi, proprio attenendosi alle modalità e alle consuetudine con le quali gli uomini avanzano con piena libertà nella storia, cercando d'essere più buoni. don Walter Magni
HO SCELTO GESÙ - Preghiera di Francois-Xavier Nguyen Van Thuan (1928-2002), Arcivescovo vietnamita imprigionato dal regime comunista dal 1975 al 1988.
Signore Gesù,sul sentiero della speranza, da duemila anni, il tuo amore, come un’onda,ha avvolto tanti pellegrini. Essi ti hanno amato dì un amore palpitante, con i loro pensieri, le loro parole, le loro azioni. Ti hanno amato con un cuore più forte della tentazione, più forte della sofferenza e anche della morte. Essi sono stati nel mondo la tua parola. La loro vita è stata una rivoluzione che ha rinnovato il volto della Chiesa. Contemplando, fin dalla mia infanzia, questi fulgidi modelli, ho concepito un sogno: offrirti la mia intera vita, l’unica mia vita che sto vivendo, per un ideale eterno e inalterabile. Ho deciso! Se compio la tua volontà tu realizzerai questo ideale ed io mi lancerò in questa meravigliosa avventura. Ti ho scelto, e non ho mai provato rimpianti… Il tuo amore sarà là a inondare il mio cuore d’amore per tutti. La mia felicità sarà totale… È per questo che io ripeto: Ti ho scelto. Non voglio che te e la tua gloria. Amen.
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