Continuiamo a costruire ponti…
 Desidero anzitutto spiegare il significato di questo ‘Quaderno III di Comunità’. L’idea era nata nel giugno 2009, al termine di un anno di vita parrocchiale nel quale avevo cominciato a intuire alcune linee di intervento pastorale, a conclusione del secondo anno del mio servizio a Milano due. Volendo rivedere l’anno trascorso, avevo trovato in alcuni articoli apparsi sul mensile ‘Comunità’ gli elementi sufficienti per delineare un percorso, scoprendo tra le righe una certa linea di azione, persino il guadagno di qualche punto fermo. Per questo, facendomi aiutare, ho cercato subito di assemblare alcuni articoli, riproponendoli in sequenza ai miei parrocchiani più volenterosi, come una sorta di ‘lettura estiva’, idealmente pensando a quello che sarebbe stato il lavoro dell’anno pastorale seguente. In questo modo la stessa proposta si è ripresentata anche l’anno successivo e ora siamo giunti alla sua terza edizione.
Dopo quasi quattro anni di permanenza in una comunità parrocchiale – sono arrivato come parroco nel settembre del 2007 – molte cose possono diventare più chiare. La stessa azione pastorale comincia a essere più precisa e, almeno nell’intenzione consapevole, più puntuale e in grado di raccogliere in modo più ampio gli interrogativi che continuamente scaturiscono dal cuore della gente che, proprio dal Vangelo, desidera risposte consolanti e vere, non solo vaghi convincimenti o esortazioni moralistiche. La relazione con la gente s’è allargata e distesa e i programmi pastorali hanno assunto un tono più pacato e più aderente alla situazione concreta che intendono raggiungere.
Sono due gli aspetti che un lettore attento e curioso potrà notare in questo Quaderno: da un lato un intero anno pastorale – da settembre 2010 a giugno 2011 – dedicato alla definizione e alla costituzione, con l’aiuto del nostro Consiglio Pastorale, di sei Equipe o gruppi di coordinamento dell’intera azione pastorale della parrocchia e dall’altro la ricorrenza del XXX anniversario della costruzione della nostra Chiesa (19 dicembre 2010 – 18 dicembre 2011) Naturalmente un anno pastorale non è fatto solo di scadenze celebrative o di programmazioni. Contano soprattutto le numerose opportunità offerte alla gente che frequenta, nei modi più diversi, una chiesa, per continuare ad incontrarsi nel nome del Vangelo del Signore Gesù. Riuscire a descrivere questo dato più profondo, che attraversa la quotidianità dell’esistenza delle persone – fatta di incontri, di parole, di emozioni, di accadimenti, di una stretta di mano, di un sorriso, di una parola di conforto, con lo sguardo sempre fisso su Colui che continuamente ci tiene insieme – non è semplice. Soprattutto se si pretende di evidenziarlo nelle pagine di un mensile parrocchiale e di un Quaderno che ne vorrebbe sintetizzare il meglio. Alcuni interventi riportati in questo Quaderno, anche se apparentemente non inseriti in una sequenza tematica, vogliono proprio alludere alla ricchezza di relazioni e di opportunità che pure esiste e si percepisce nella nostra parrocchia.
Ciò che importa, scorrendo queste pagine, è che venga percepita la pretesa di non aver lavorato invano. Proprio in copertina è stata riprodotta un’opera artistica di un nostro parrocchiano, Paolo Ceretti, intitolata: “Il ponte”, esposta quest’anno in occasione della mostra del ‘Quarantesimo di Milano due’. Perché non pensare che le molte iniziative, che attraversano un anno pastorale, sono in fondo come dei ponti, capaci di ravvivare e di tenere sempre alto il gusto delle relazioni tra gli abitanti, credenti e non, praticanti e non, del nostro quartiere? Naturalmente sempre nel nome del Signore Gesù, che di fatto si ripropone per tutti, ogni domenica, nell’Eucaristia e anche nel nome di Maria, sua Madre, che in quest’ultimo mese di maggio a Lei dedicato, abbiamo imparato ad invocare con maggiore intensità.
Cari amici e care amiche di Milano due, che grazia grande avervi incontrati!

Domenica 26 giugno 2011, II domenica dopo Pentecoste
AVVISO: Il Quaderno III di Comunità è disponibile in Segreteria. L'offerta è libera. |