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| Esodo “sulle orme di Mosè” |
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| Martedì 15 Giugno 2010 21:42 |
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“Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido… Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo Paese verso un Paese bello e spazioso… Ora va’!” (Esodo 3,7-8 -10) Esodo è quindi l’uscita del popolo di Israele dall’Egitto verso la terra promessa, il passaggio dalla schiavitù verso la libertà. Così è iniziato il nostro pellegrinaggio. Partendo dal Cairo, abbiamo incominciato il nostro percorso recandoci nella regione del Wadi Natrum, dove sono nati i primi monasteri copti nel 330 d.C. ad opera di San Macario il Grande. Nel monastero di San Macario, il più importante, oltre alle reliquie dei tre Macari sono conservate le reliquie di San Giovanni Battista e del profeta Eliseo. Dopo aver visitato le Piramidi e la Sfinge, ci siamo addentrati nel Sinai in un paesaggio eccezionale di deserti e montagne di granito e porfido rosso. Siamo poi giunti al monastero di Santa Caterina, una imponente struttura fortificata, ricco di icone, mosaici e impreziosito dal roveto ardente. Da Santa Caterina alcuni di noi si sono avventurati verso la cima del monte Sinai e hanno potuto vedere il sorgere dell’alba in un’atmosfera così straordinaria da rendere presente nella mente e sensibile nel cuore l’incontro di Mosè con Dio. Attraversato il Mar Rosso e raggiunta la Giordania, siamo rimasti colpiti dal deserto del Wadi Rum e dalla bellezza unica di Petra. Intensi i momenti vissuti sia al monte Nebo da cui Gabriella Pierno - Angelo e Paola Lorenzoni |



Note dal pellegrinaggio in Egitto, Giordania e Israele del mese di aprile. Un invito a uscire dal nostro individualismo per essere dono agli altri
Mosè, prima di morire, vide la terra promessa, sia a Betania sulle rive del Giordano, dove Gesù fu battezzato da San Giovanni Battista. Là abbiamo rinnovato le nostre promesse battesimali. Giunti in Israele, abbiamo visitato i luoghi classici a Betlemme e a Gerusalemme e con emozione abbiamo percepito la realtà di Gesù-uomo. Infine ci siamo fermati a Taybeh, unico villaggio della Palestina interamente cristiano dove Gesù si era rifugiato dopo la resurrezione di Lazzaro. Ringraziamo don Walter che con entusiasmo ha programmato con noi questo pellegrinaggio e a cui purtroppo non ha potuto prendere parte. Ringraziamo don Ruggero, nostra guida spirituale, sia per le celebrazioni eucaristiche, sia per le riflessioni che ci ha suggerito sul nostro esodo e sul suo significato nella nostra vita. Ringraziamo anche la nostra guida, Nico, che ci ha fatto apprezzare le bellezze, la storia e le peculiarità di quei luoghi. Cercheremo di mantenere viva l’esperienza del deserto, luogo che suscita raccoglimento e ascolto interiore, per saper cogliere la bellezza della vita nella sua essenzialità e realizzare il nostro esodo abbandonando l’individualismo per essere dono agli altri.